Vacanze. Solo 1 italiano su 20 ha prenotato, 1 su 2 non le farà. A casa più per paura che per ristrettezze economiche

Pubblicato il

vacanze coronavirus italia


Vacanze. Solo 1 italiano su 20 ha prenotato, 1 su 2 non le farà. A casa più per paura che per ristrettezze economiche

Molti italiani resteranno in città e non andranno in vacanza sia per paura del coronavirus sia per le ristrettezze economiche. Segui gli articoli con studi scientifici sull'argomento di Spazio SoloSalute®, il tuo centro benessere in centro a Milano per consulenze Naturopatia, Nutrizione, massaggi, bellezza naturale, prodotti naturali.

Un’indagine Demiskopica sull'estate rileva le prospettive del turismo italiano per il post-Covid: quattro su 10 scelgono seconde case, abitazioni in affitto o di amici e parenti. I lavoratori autonomi rinunceranno in misura quasi doppia rispetto ai dipendenti.

  1.     Il quadro generale

L'indagine, realizzata per conto del Comune di Siena, ha coinvolto un campione di 1.539 cittadini. Il 49% degli italiani rinunceranno alle vacanze ed il 15,3% lo farà a causa di motivi economici. L'8,7% del campione intervistato ha già rinunciato a prescindere dal coronavirus

Poco più della metà degli italiani (51%) ha deciso di andare in vacanza nei prossimi mesi. Le destinazioni più gettonate sono Sicilia, Toscana e Puglia. Appena il 7.8%, al contrario, ha in programma un viaggio fuori dai confini nazionali, mentre ben 4 su 10 optano per soluzioni ricettive ritenute "più sicure": appartamento preso in affitto (18,9%), casa di proprietà della famiglia (17,4%) oppure ospite di parenti o amici (5,2%).

  1.     8 milioni hanno "già rinunciato"

Quasi 8 milioni di italiani hanno rinunciato alle vacanze per "cause di forza maggiore", in particolare i lavoratori autonomi (21,4%) in misura doppia rispetto ai lavoratori dipendenti (12,7%). Tra le categorie più "colpite figurano gli artigiani, i commercianti, i disoccupati, gli operai e chi possiede un reddito basso (19%).

  1.     Un nuovo mercato turistico

Secondo il presidente di Demoskopika, Raffaele Rio, il turista post Covid-19 sceglierà destinazioni italiane e in totale sicurezza. L'epidemia non poteva non ripercuotersi sui consumi turistici; ad essere premiate saranno quelle destinazioni turistiche che meglio sapranno interpretare i desideri del mercato di oggi.

Ad Otranto, il piano salva-vacanze è creativo: senso unico per i pedoni e spazio asciugamani disegnato. "Rilevare l'opinione degli italiani - aggiunge l'assessore al turismo del Comune di Siena, Alberto Tirelli - rappresenta uno strumento fondamentale per assumere un piano di azioni maggiormente consapevole in direzione di un rilancio concreto e più incisivo del comparto turistico.

  1. 1. Confindustria: aperto solo il 20% degli hotel

Il direttore di Confindustria alberghi, Barbara Casillo, spiega che ad oggi, in Italia è stata aperta il 20% delle strutture alberghiere con un numero di persone inferiore al 100%.

Casillo si esprime anche riguardo all’eventuale impennata dei prezzi, affermando che essendo il prezzo in funzione dei costi, ma anche della domanda, non dovrebbero esserci impennate. Chi apre adesso lavorerà in perdita, non si sa ancora quali saranno gli sviluppi perchè l’offerta è ancora ridotta, potremo capire l’andamento solo quando qualche azienda in più sarà sul mercato. Anche l’aumento dei costi che gli hotel dovranno affrontare è difficile da prevedere poiché è un dato molto variabile.

  1. 2. Sicurezza: utenti disposti a pagare di più

L’indagine realizzata da Tecnè per l'Associazione italiana Confindustra alberghi e Assosistema, sul tema "Vacanze 2020: cosa chiede il consumatore post-Covid?” rileva che il 94,5 per cento dei turisti che faranno una vacanza o hanno progettato di farla chiede spazi adeguati al distanziamento e poi igienizzazione degli ambienti comuni, delle camere, di federe e lenzuola. E per tutto questo sarebbe disposto a pagare l'8,3 per cento in più rispetto al prezzo normale

La fiducia del consumatore non è cambiata (65,9%), ma il coronavirus ha aumentato la paura. Se gli albergatori riusciranno a trasmettere un senso di sicurezza ai propri clienti, nel 2022, nella migliore delle ipotesi, si potrà tornare ai livelli di fatturato pre-Covid, al contrario la ripresa non avverrà prima del 2025. Per quanto riguarda la mobilità legata al business, le incertezze sono maggiori, soprattutto a causa di un nuovo modo di lavorare più smart provocato dal virus

  1. 3. Coronavirus, la fase 3 e la grande incognita del turismo

Non si prospettano mesi facili per un sistema che conta 33 mila alberghi, 2,3 milioni di posti letto, 179 mila dipendenti, 211 mila addetti, generando un fatturato di 20,6 miliardi (dati 2019). Inoltre, quest'anno il settore dovrà puntare sulla domanda interna pari a 50 milioni di presenze, visto che è difficile contare sui 46,9 milioni di turisti stranieri che solitamente visitano l’Italia. Per molti lavoratori del settore turistico è fondamentale che la comunicazione sulla sicurezza delle strutture italiane non tralasci il mercato estero.

Marco Marchetti, presidente di Assosistema, la sigla di Confindustria che rappresenta le imprese dei dispositivi tessili e medici utilizzati in ospedali, case di cura, cliniche private, hotel, ristoranti, assicura che l'associazione ha messo a punto, da dieci anni, delle linee guida per la certificazione del controllo microbiologico dei tessili forniti. Gli alberghi sono pronti a tornare alla piena operatività, bisognerà solo convincere i turisti a tornare in Italia.

vacanze coronavirus italia


Sullo stesso argomento

Leggi anche...