Vacanze post-Covid: Come sanificare la casa in affitto? Ecco una guida per non correre rischi

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Vacanze post-Covid: Come sanificare la casa in affitto? Ecco una guida per non correre rischi

Quest'anno secondo i dati del Touring Club Italiano il 50% degli italiani sceglierà un appartamento per le vacanze. Stanza per stanza, gli esperti spiegano come disinfettare, pulire, sanificare. Segui gli articoli con studi scientifici sull'argomento di Spazio SoloSalute®, il tuo centro benessere in centro a Milano per consulenze Naturopatia, Nutrizione, massaggi, bellezza naturale, prodotti naturali.

Secondo i dati del Touring Club Italiano il 50% degli italiani sceglierà un appartamento per le vacanze, ma quest’anno il nostro meritato riposo sarà un po' diverso a causa dell’emergenza sanitaria; gli esperti spiegano come disinfettare le stanze, ma invitano a non esagerare.

Perché è importante sanificare

“Premesso che il lavaggio delle mani costituisce sempre il punto cardine di una corretta prevenzione”,, chiarisce Gaetano Settimo, coordinatore nazionale del Gruppo di studio sull’inquinamento indoor dell’Istituto Superiore di Sanità.

Alcuni studi sui coronavirus, come il virus della Sars e della Mers, rivelano che questi patogeni sulle superfici, in condizioni sperimentali, resistono da poche ore fino ad alcuni giorni in base al materiale interessato. Dati più recenti relativi al virus Sars-CoV-2 ne confermano la capacità di persistenza su plastica e acciaio inossidabile, quindi anche su tavoli, stoviglie e oggetti vari che potremmo trovare nella casa in affitto per le vacanze.

Le tre regole di base

L’Istituto Superiore di Sanità ha redatto un Rapporto indicando le regole di base per la sanificazione delle strutture non sanitarie, incluse quelle ricettive come appunto le case in affitto: I tre punti fondamentali sono:

  1. garantire sempre un adeguato tasso di ventilazione e ricambio d’aria;
  2. pulire accuratamente con acqua e detergenti neutri superfici e oggetti;
  3. Disinfettare con prodotti registrati e autorizzati.

Usando un detergente e acqua, con la pulizia non si uccidono i germi, ma si rimuovono fisicamente. La disinfezione, invece, uccide i germi presenti su superfici e oggetti, tramite l’utilizzo di prodotti chimici appropriati.

Come disinfettare

Il Centro per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie Europeo, di quello statunitense e dell’Organizzazione Mondiale della Sanità hanno dichiarano che la pulizia con acqua e normali detergenti neutri associata all’utilizzo di comuni prodotti disinfettanti è sufficiente per la decontaminazione delle superfici.

Settimo conferma che disinfettanti a base di alcol (per esempio, etanolo, propan-2-olo, propan-1-olo) o ipoclorito di sodio riducono significativamente il numero di virus dotati di ‘involucro’ come il Sars-CoV-2. Ma cosa comprare quando si va al supermercato? Va bene la comune candeggina o varechina che hanno sull’etichetta anche le scritte ‘Presidi Medico Chirurgici’ e biocidi.

Attenzione a non esagerare

il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss) Silvio Brusaferro invita a non esagerare con le disinfezioni perché ci possono essere conseguenze sull’ambiente e sulla nostra salute ed è sempre bene controllare le indicazioni sull’etichetta.

Italo F. Angelillo, presidente della Società Italiana di Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica (SitI) e ordinario di Igiene nell’Università della Campania Luigi Vanvitelli afferma: “I detergenti rappresentano una delle principali entità di rischio di patologia dermatologica nell’ambito del lavoro domestico. Sono, infatti, di per sé degli irritanti primari e, quindi, se usati senza le dovute precauzioni, possono causare dei danni alla cute”. Angelillo consiglia, inoltre, di areare i locali dopo aver eseguito le operazioni di sanificazione.

Se non si trovano i comuni disinfettanti

Un’analisi della Coldiretti sulla base dei dati Nielsen a maggio, rileva che c’è stato un aumento del 166% degli acquisti di alcol denaturato, detergenti per superfici, sapone per le mani solido e liquido, candeggina, guanti e salviettine.

Ma se non si riesce a trovare alcol o candeggina, come si può igienizzare? E’ possibile usare prodotti a base di cloro facendo attenzione ad ottenere la giusta percentuale di cloro attivo, ad esempio: 100 ml di un prodotto che contiene cloro al 5% devono essere diluiti in 4900 millilitri di acqua (0,1% di cloro attivo) oppure 1 litro di prodotto in 9 litri di acqua (0,5% di cloro attivo, indicato per la sanificazione dei servizi igienici e delle superfici toccate più di frequente).

Stanza per stanza

Prima di tutto è meglio prendere le chiavi di casa con i guanti perché sono sicuramente passate di mano in mano tra gli affittuari che ci hanno preceduti e andranno disinfettate come il resto delle superfici. Iniziate le pulizie prima ancora di scaricare i bagagli: lavate con acqua e detersivo le superfici più toccate, come maniglie di porte e finestre, sportello del frigorifero, manopole dei fornelli e così via. Settimo aggiunge: “La sanificazione si completa passando sulle superfici appena deterse uno straccio pulito imbevuto con alcol al 70% o ipoclorito di sodio in concentrazioni dell’0,1%. La candeggina e la varechina sono al 2 o 3% e quindi vanno diluite in acqua”.

Questa procedura va ripetuta in tutti gli ambienti della casa con qualche distinzione. In camera da letto, per esempio, bisognerà occuparsi anche del materasso e dei cuscini lasciandoli per qualche ora all’aria affinchè i raggi solari svolgano un’azione battericida. Per quanto riguarda la biancheria data in dotazione è preferibile fare un lavaggio in lavatrice a 70° C con il normale detersivo del bucato, aggiungendo, però, anche un bicchierino di candeggina diluita in acqua se compatibile con i tessuti.

Cucina e bagno

Alle stanze più vissute (quelle di servizio) va dedicata più attenzione. “Sulle superfici della cucina – suggerisce Angelillo – va fatta sempre la disinfezione con alcool etilico al 75% o con una soluzione a base di ipoclorito di sodio allo 0,1%. Per una efficace disinfezione, lasciare agire le soluzioni per un minuto. Le superfici e gli utensili destinati ad entrare in contatto con gli alimenti (per esempio, taglieri e piani di lavoro), devono essere risciacquati accuratamente e abbondantemente così da rimuovere i residui di detergenti/disinfettanti, quindi asciugati”.

Per quanto riguarda le stoviglie bastano le alte temperature. Il presidente della Sitl afferma che se non è disponibile, è necessario strofinare bene gli utensili con una spugnetta. In bagno, invece, il discorso è diverso, infatti alcuni studi hanno mostrato che il nuovo coronavirus si può trasmettere anche attraverso le feci, per questo è fondamentale pulire e igienizzare bene il water utilizzando candeggina o altri disinfettanti anche sulla tavoletta e sul bottone dello scarico.

Come si sono organizzati i siti online di servizi immobiliari

Chi si rivolge ai siti di prenotazione online potrà contare su servizi ad hoc, infatti quasi tutti si sono organizzati anche redigendo delle linee guida per i proprietari e i professionisti immobiliari. Il sito di case vacanza Vrbo, per esempio, ha chiesto ai proprietari di immobili registrati sulla piattaforma, di fornire disinfettante per le mani e sapone antibatterico a sufficienza.


Inoltre, viene fornita una lista dei disinfettanti da utilizzare e si consiglia di distanziare di almeno 24 ore il check-in dal check-out per dare il tempo di disinfettare ed evitare anche il contatto tra persone diverse.  Anche Property Managers Italia e Properly, hanno stilato un protocollo utile alla corretta disinfezione degli appartamenti. Gli operatori avranno a disposizione panni in cotone o microfibra, soluzioni alcoliche al 70%, tre secchi e uno spray igienizzante a prova di colore per i tessuti. Durante le pulizie dovranno igienizzare interruttori della luce, maniglie, ringhiere, termostati, tastiere, schermi touch screen, pulsanti degli elettrodomestici, chiavi, areare le stanze.

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