Tutti speriamo nell’effetto del caldo sul Covid-19: alcuni studi su cosa potrebbe succedere

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Tutti speriamo nell’effetto del caldo sul Covid-19: alcuni studi su cosa potrebbe succedere

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Gli studi dell’Accademia Nazionale delle Scienze. Negli Stati Uniti, un gruppo di scienziati ha scritto una lettera aperta all'amministrazione per spiegare che il coronavirus non sembra scomparire con temperature più calde. Il presidente degli Usa, Donald Trump, in precedenza aveva affermato pubblicamente che "quando il clima diventerà un po' più caldo, il coronavirus scomparirà miracolosamente".

Purtroppo in base ai recenti studi le cose non stanno esattamente così. I membri del comitato dell'Accademia Nazionale delle Scienze nella loro lettera hanno spiegato che non è ancora chiaro se il virus si diffonda meno con temperature calde, ma che ciò potrebbe non importare molto dato che, ad oggi nel mondo il numero di persone immuni al coronavirus è bassissimo.

Gli scienziati spiegano che: "Esistono alcune prove che suggeriscono che il coronavirus si possa trasmettere in modo meno efficiente in ambienti con temperatura e umidità più elevate, tuttavia, data la mancanza di immunità dell'ospite, questa condizione non porterebbe a una riduzione significativa della diffusione della malattia senza la concomitante adozione di importanti interventi di sanità pubblica"

Anche il presidente dell'Istituto superiore di sanità (Iss), Silvio Brusaferro ritiene che non è possibile considerare il caldo un fattore importante nella lotta al virus

 

Il caso di Australia ed dell'Iran

Alcuni studi dicono che il caldo rende il virus meno trasmissibile ma una ricerca sull'epidemia in Cina ha dimostrato che anche in condizioni di temperatura e umidità massime, il virus si è diffuso "esponenzialmente", infatti si sta ancora trasmettendo in paesi con clima caldo come l'Australia e l'Iran, per questo non si dovrebbe ipotizzare una riduzione dei casi con aumenti dell'umidità e della temperatura altrove

 

Previsioni concordi sull’efficacia del caldo

Il virologo Guido Silvestri, docente all’Emory University di Atlanta, dice che questo tipo di virus è sensibile alle alte temperature e quindi potrebbe tornare forte con l’autunno, infatti basta guardare le differenze tra il nord e il sud di alcuni focolai come l’Italia in Italia, la Spagna dove l’80% dei casi sono a nord di Madrid, negli Usa il 40% e il sud-est asiatico mentre l’Africa e l’India che sembrano più protetti dalla pandemia. Secondo gli autori che hanno firmato lo studio il problema è che il nuovo coronavirus potrebbe essere un’eccezione visto che c’è ancora una grande porzione di popolazione mondiale senza anticorpi pronti a rispondere a questo agente infettivo completamente nuovo. Impossibile sapere se stavolta il modello stagionale seguirà quello degli altri coronavirus”.

 

Guardando le previsioni dei prossimi giorni, l’Italia, dice Mattia Gussoni de iLMeteo.it, sarà alle prese con le piogge attese nel weekend, talvolta molto abbondanti sotto forma di temporali, soprattutto perché arriviamo da un inverno con pochissime precipitazioni e temperature sempre oltre le medie”.

Le piogge, spiega Sara Mazzilli, e più precisamente l’elevata umidità, rallentano la circolazione di virus come quello dell’influenza nell’ambiente, ma in luoghi chiusi, dove avvengono la stragrande maggioranza dei contagi, è comunque facile che una persona infetta trasmetta il patogeno. In questo senso, la bella stagione può attenuare il virus perché nonostante non sia possibile stabilire fin d’ora che effetti avrà il caldo sul Covid-19, l’aumento delle temperature cambia radicalmente i nostri comportamenti.

Ci sono molte teorie utili ma purtroppo avremo la risposta solo con la bella stagione ma possiamo dire che sebbene non ci sia certezza il caldo ci aiuterà a tenerci lontani dal virus in quanto le temperature calde ci fanno assumere comportamenti diversi e rendono meno probabile la produzione di saliva infetta riducendo così di molto la quantità di patogeni nell’aria. Tuttavia bisogna tenere anche conto delle abitudini di questa stagione come andare al mare, non è chiaro se il virus possa diffondersi più facilmente dato l’assembramento di persone.



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