Settore wellness: spazi, accessi ridotti, niente corsi, guanti e mascherine, come fare?

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Settore wellness: spazi, accessi ridotti, niente corsi, guanti e mascherine, come fare?

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Quasi 20 milioni di italiani dal 25 maggio potrebbero tornare ad allenarsi al chiuso, ma le incognite e le difficoltà sono moltissime perché le direttive del governo non aiutano il settore del wellness.

La situazione per le palestre

Gli attrezzi dovranno essere sanificati subito dopo l’uso e gli spogliatoi dovranno restare chiusi così come le aree comuni. L’accesso alle palestre più piccole sarà concesso solo su appuntamento e nelle altre in base a gruppi predeterminati. Si potrà essere seguiti solo a distanza di due metri dall’istruttore (in guanti e mascherina).

Secondo le ultime indicazioni del ministro Spadafora, il 25 maggio dovrebbe essere la data della ripresa ma è impensabile che una piccola palestra possa ricevere solo per appuntamento considerando che già prima del virus faticava a reggere i costi. L’allenamento, inoltre, non è solo fisicità ma anche socialità: si fatica insieme, si fanno due chiacchiere e, perché no, si attacca bottone.

I dubbi del personal trainer 

Lo abbiamo chiesto a Christian Cervizzi, personal trainer in molte palestre di Milano con esperienza ventennale e che dunque conosce questo mondo in tutte le sue angolazioni. “Il problema è innanzitutto economico. La riapertura deve coincidere con un bilancio positivo tra ricavi e costi. Più distanziamento significa meno ingressi e meno guadagni per strutture che hanno uscite importanti”. Christian afferma che ci sono anche altre incognite, ad esempio è difficile mantenere la distanza tra le persone all’interno delle strutture, in più allenarsi con le mascherine è decisamente fastidioso e difficoltoso. l’arrivo del caldo inoltre porta con sè dubbi sull’aria condizionata, tema che andrà chiarito al più presto.

Speranze e prospettive  

Secondo Christian sicuramente cambierà il modo di allenarsi, sia da soli che per chi lavora con noi trainer. Ogni utente avrà a disposizione un tempo limitato che potrebbe essere inferiore rispetto a prima. “Per noi sarà anche più stimolante: ogni fisico ha un telaio e un motore diversi, noi professionisti dovremo farli rendere al massimo”.

E’ necessaria una maggiore attenzione a questo settore  

“La nostra categoria - ammette Cervizzi, che tramite Instagram (_chry_pt) ha lavorato virtualmente con alcune delle persone che allena - é stata letteralmente messa in ginocchio da questa pandemia. Entrate azzerate o quasi, agende da ristrutturare. Ma noi siamo pronti a ripartire perché siamo sportivi (Christian è triatleta di buon livello) e siamo consci che per raggiungere gli obiettivi bisogna lavorare duro e soffrire. Ma spero proprio che dopo questo disastro ci sia maggior attenzione da parte delle istituzioni verso la nostra categoria. Lo sport e il benessere dovrebbero venire considerate come un pilastro su cui costruire una società di persone che stanno bene, fisicamente e mentalmente”

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