Per la Pasqua in quarantena, dovremo rinunciare a uova e colombe pasquali?

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Per la Pasqua in quarantena, dovremo rinunciare a uova e colombe pasquali?

Per la Pasqua in quarantena, dovremo rinunciare a uova e colombe pasquali?

Come adeguarsi al cambio di abitudini dolciarie in tempo di Coronavirus

Fine delle colazioni al bar

Alberto Balocco, CEO di Balocco, l'azienda dolciaria di Fossano (CN) riflette sul fatto che la quarantena e la chiusura di bar e ristoranti ha interrotto l’italianissima abitudine del caffè o cappuccino al bar. La colazione fuori casa insomma.

E’ stato registrato un aumento consistente della richiesta di prodotti dolciari da forno per la prima colazione in quarantena.

Un elemento, questo, che ha toccato anche le aziende dolciarie come la Balocco. Afferma Balocco: “Durante questo periodo anche la vendita di farina e lievito sta crescendo, poiché siamo costretti a casa per preparare dolci, pizze, focacce e altri alimenti che prima mangiavamo al ristorante.”

Che ne sarà di uova e colombe pasquali?

Purtroppo però c’è anche il rovescio della medaglia. In prossimità della Pasqua, l'attività dell'azienda constata che in tempo di coronavirus le colombe, così come le uova di Pasqua, per molti non sono incluse nella lista della spesa quotidiana o tra i piatti a cui non possiamo rinunciare. 

Balocco spiega che: “Al momento stiamo riscontrando problemi nel metterli sugli scaffali all'interno dei supermercati che preferiscono offrire la priorità ad altri prodotti, anche perché di solito a differenza di pasta, pane, carne e cibi indispensabili i prodotti dolciari pasquali non hanno una postazioni specifica”.

Fare la spesa? Un’Odissea...

La routine di acquisto è diventata sempre più complessa. Una volta i clienti si rifornivano nel punto vendita preferito, dove trovavano un assortimento migliore. Con le restrizioni emanate dalle ordinanze, che comprendono la distanza fisica tra le persone con la richiesta di tenersi alla larga per non contaminarsi, le code lunghissime fuori dal supermercato, il divieto di spostarsi dal proprio comune di residenza o domicilio, è cambiato il tipo di spesa-tipo. L’italiano non è più invogliato a fare grandi acquisti. Evita i prodotti superflui.

Governo e aziende che producono dolci

Nonostante ciò il CEO di Balocco conferma l’intenzione a soddisfare le esigenze tradizionali delle vacanze di Pasqua, anche perché la maggior parte degli italiani sarà costretta a trascorrere le vacanze in casa. 

Il conforto di un dolce tradizionale, specie per i più piccoli, può fare la differenza in questi giorni di reclusione in quarantena.

Lo stesso Balocco, insieme ai vari altri produttori dell'Unione Italiana Food, l'associazione di categoria di Confindustria, si sta occupando di non fermare la produzione di questi prodotti. Una parte del settore dolciario di stagione, potrebbe non essere necessario in questa Pasqua 2020.

Le altre industrie legate alla tradizione pasquale

Anche gli allevatori di capre sono interessati a mantenere attive le tradizioni pasquali. Temono che la domanda di agnello IGP possa calare bruscamente, visto che catering per eventi, turismo, agriturismo, enoteche, mercati etc. non sono attivi in questo momento.

Tutte le reti di vendita collegate alle vacanze di Pasqua - l'evento essenziale del settore - sono totalmente ferme.

Lo stesso discorso vale per l'esportazione, come testimonia Confagricoltura, che sta monitorando attentamente i trend del settore.

Campagna di pubblicità per gli allevatori di agnello

In questi giorni essenziali - chiede Confagricoltura - sarebbe sicuramente consigliabile che il Ministero delle Politiche agricole preveda lo stanziamento di risorse per l’attuazione di un progetto di marketing pubblicitario, destinato in particolare alla rete GDO (Grande Distribuzione Organizzata) e incentrato anche sulla sollecitazione al consumo di agnello IGP.



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