Nuovo Dpcm governativo: ecco le nuove regole per le riaperture dal 15 giugno

Pubblicato il

coronavirus italia


Nuovo Dpcm governativo: ecco le nuove regole per le riaperture dal 15 giugno

Il premier Conte ha varato il nuovo Dpcm governativo: ecco le nuove regole per le riaperture dal 15 giugno regione per regione. Segui gli articoli con studi scientifici sull'argomento di Spazio SoloSalute®, il tuo centro benessere in centro a Milano per consulenze Naturopatia, Nutrizione, massaggi, bellezza naturale, prodotti naturali.

Dal 15 giugno si estende la riapertura di attività sociali, culturali ed economiche: le discoteche potranno riaprire solo dal 14 luglio e gli sport di contatto saranno vietati fino al 25 giugno

  1. Il nuovo Dpcm

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha firmato giovedì un nuovo Dpcm contenente alcune nuove regole che entreranno in vigore a partire dal 15 giugno, giorno in cui scadranno alcuni divieti precedentemente imposti per contenere la pandemia da coronavirus. Nel Dpcm si ricorda che le persone che presentano i sintomi della COVID-19 e una temperatura corporea maggiore di 37,5°C devono rimanere presso il proprio domicilio, contattando il proprio medico curante.

  1. Regole e divieti

Rimane il divieto di assembramento nei luoghi pubblici e il mantenimento della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro, ma anche l’obbligo di indossare protezioni delle vie respiratorie nei luoghi al chiuso accessibili al pubblico, inclusi i mezzi di trasporto. Il divieto non vale per i bambini al di sotto dei sei anni e per i soggetti con forme di disabilità non compatibili con l’uso continuativo della mascherina.

  1. Riapertura attività
  2. 1   Attività sportive

Per quanto riguarda l’attività sportiva svolta all’aperto, la distanza di sicurezza interpersonale è di almeno due metri, mentre per qualsiasi altra attività motoria basta un metro di distanza.

Dal 12 giugno possono riprendere gli eventi e le competizioni sportive di interesse nazionale da parte di atleti professionisti (a porte chiuse e nel rispetto dei protocolli emanati dalle federazioni sportive), mentre gli sport di contatto, per tutti gli altri, saranno vietati fino al 25 giugno: le Regioni e Province Autonome, d’intesa con il ministero della Salute e con l’Autorità di governo delegata in materia di sport, devono preventivamente accertare la compatibilità di queste attività con l’andamento della situazione epidemiologica nei rispettivi territori.

  1. 2  Cinema e teatri

Dal 15 giugno possono riprendere le attività di cinema e teatri, ma con alcune limitazioni: gli spettacoli, anche quelli all’aperto, devono essere svolti con posti a sedere preassegnati e distanziati ed assicurando il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro sia per il personale, sia per gli spettatori che non siano abitualmente conviventi ( possono esserci al massimo 1000 spettatori per gli spettacoli all’aperto e 200 spettatori per quelli al chiuso).

  1. 3  Centri termali e gioco

Possono riprendere anche le attività di sale giochi, sale scommesse, sale bingo e centri termali, a patto che le regioni e le province autonome abbiano preventivamente accertato la compatibilità dello svolgimento di queste attività con l’andamento della situazione epidemiologica nei propri territori; devono essere individuati le linee guida idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio.

  1. 4  Congressi e discoteche

Dal 15 giugno avrebbero dovuto riaprire anche discoteche e sale da ballo, tuttavia il governo ha deciso di posticiparne la riapertura al 14 luglio (sia per quelle al chiuso che per quelle all’aperto); questo divieto vale anche per le fiere e i congressi. Il Dpcm specifica che le regioni e le province autonome, in base alla situazione epidemiologica nei propri territori, possono stabilire una diversa data di ripresa delle attività ed un diverso numero massimo di spettatori.

  1. 5  Viaggi e spostamenti

Per quanto riguarda gli arrivi dall’estero, il governo ha deciso di aumentare a 120 ore (5 giorni) il periodo massimo di permanenza senza obbligo di quarantena domiciliare per chi entra in territorio italiano per ragioni di lavoro, ma anche per il personale di imprese o enti aventi sede legale o secondaria in Italia che va all’estero per comprovate ragioni lavorative.

Fino al 30 giugno non sono previste limitazioni agli spostamenti per i cittadini degli stati dell’Unione Europea, degli stati che fanno parte dell’accordo di Schengen, di quelli di Regno Unito e Irlanda del nord, Andorra, Principato di Monaco, Repubblica di San Marino e Vaticano. Gli arrivi in Italia per i cittadini di tutti gli altri stati sono vietati, tranne che per comprovate esigenze lavorative o per motivi di salute; è consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza.

coronavirus italia


Sullo stesso argomento

Leggi anche...