Nuovi casi di Covid-19 in Cina: si ritorna al lockdown forzato. Paura.

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Nuovi casi di Covid-19 in Cina: si ritorna al lockdown forzato. Paura.

Più di 100 milioni di persone di nuovo in quarantena. E' successo nel nord-est della Cina, dove dopo un allentamento delle restrizioni la situazione contagi è tornata ai picchi di febbraio. Nuovo lockdown in Cina per 100 milioni di persone: il peggio non è passato. Segui gli articoli con studi scientifici sull'argomento di Spazio SoloSalute®, il tuo centro benessere in centro a Milano per consulenze Naturopatia, Nutrizione, massaggi, bellezza naturale, prodotti naturali.

Nel Nord-est della Cina, dopo un allentamento delle restrizioni la situazione contagi è tornata ai picchi di febbraio: Più di 100 milioni di persone di nuovo in lockdown.

I numeri di morti e contagiati in Cina

Circa 108 milioni di persone nella regione nord-orientale del Paese sono tornate in quarantena dopo la scoperta di nuovi casi di coronavirus, costringendo il governo a fare un passo indietro. Il bollettino ufficiale parla di 82.933 contagi dall'inizio dell'emergenza, la Commissione sanitaria nazionale non ha segnalato altri decessi e il bilancio resta fermo a 4.633 morti e 78.209 guariti.

Un dato molto importante, emerso da un'analisi del Financial Times pubblicata oggi sull'edizione online del quotidiano britannico, è che il 60 per cento dei nuovi casi di coronavirus rilevati in Cina ad aprile non mostravano sintomi della malattia al momento dei test.

Nuovo lockdown in Cina: dopo la riapertura torna l’incubo contagi

Le città della provincia di Jilin hanno tagliato i trasporti pubblici, chiuso le scuole e messo in quarantena decine di migliaia di famiglie.

Nella città sono stati individuati quasi 700 pazienti positivi al COVID-19; i cittadini non possono lasciare la città e se viaggiano nella vicina provincia di Liaoning vengono messi in quarantena obbligatoria di 14 giorni. Questa situazione ha causato grande frustrazione nella popolazione che ormai pensava di aver superato la crisi e dimostra come il processo di riapertura sia fragile ovunque, anche in Cina

Il nuovo focolaio rende evidente che gran parte della Cina è ancora vulnerabile al virus, infatti l’epidemiologo Zhong Nanshan in un’intervista alla CNN afferma: “La maggior parte dei cinesi al momento è ancora suscettibile all’infezione da COVID-19 poiché non ha potuto sviluppare un’immunità di gregge. La nazione sta affrontando una grande sfida, e la situazione in Cina non è migliore dei paesi stranieri”.

L’origine dei nuovi focolai

Le autorità sanitarie sospettano che i pazienti possano essere entrati in contatto con i rimpatriati dalla Russia, infatti la città di Shulan, colpita da casi recenti, è al confine russo.

Il governo di Pechino è impegnato ad affrontare le pressioni internazionali: più di 100 paesi hanno chiesto un’indagine indipendente per capire l’origine della pandemia e valutare obiettivamente la risposta, la gestione dell’emergenza da parte del governo cinese, anche se le critiche recenti si muovono verso accuse di poca trasparenza e complicità con l’OMS nell’insabbiare la gravità della situazione nelle fasi iniziali.

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