Nuovi casi di Covid-19 a Pechino: misure e restrizioni speciali per la principale città cinese

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Nuovi casi di Covid-19 a Pechino: misure e restrizioni speciali per la principale città cinese

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Il focolaio di Pechino, simbolo dello Stato Padre, è un duro colpo al cuore dell’impero: oltre 1.200 voli cancellati, interi quartieri isolati, test a tappeto.

Grave situazione per il centro del potere e dell’economia cinese

La chiusura di Pechino è un evento particolare perché un conto è chiudere Whuan, un altro è pensare di chiudere una città da oltre 21 milioni di abitanti, cuore politico del Partito comunista cinese, centro vitale di un’economia in ripresa dopo il tracollo dei mesi scorsi. La chiusura di Pechino non è totale come avvenne per Whuan, tuttavia, per i motivi sopra citati, la situazione è grave: interi quartieri vicini al mercato di Xinfadi sono stati isolati; centinaia di migliaia di persone sono già state sottoposte al test; oltre 1.200 voli aerei sono stati cancellati.

Covid-19 e concetto di Stato Padre

HuffPost Giuliano Noci, prorettore del Polo territoriale cinese del Politecnico di Milano, spiega ad Huffington Post che la protezione di Pechino è stata molto più scrupolosa poiché simbolo del concetto confuciano dello Stato Padre, ovvero Stato che si prende cura della popolazione: “Molte persone con cui lavoro, anche a maggio, non riuscivano a rientrare a Pechino. Una volta alleggerite le restrizioni, Pechino è rimasta esposta al gioco delle probabilità che vale per tutti, visto che il virus non è scomparso”.

Zhang Qiang, vicedirettore del Gruppo di lavoro per il controllo e la prevenzione dell’epidemia, ha dichiarato che da sabato scorso sono stati effettuati test del DNA su 356 mila persone ed è in grado di effettuarne 400 mila al giorno, in particolare su persone in settori e in aree chiave. Ora la priorità delle autorità cinesi è fare più test possibile nel più breve tempo possibile, soprattutto a causa delle ramificazioni del mercato di Xinfadi, nel sud-est della città, da dove arriva circa il 90 per cento della frutta e della verdura consumata a Pechino.

Zone a rischio e misure di sicurezza

Le zone dichiarate a “medio rischio” sono 27, ad “alto rischio” una sola, quella intorno al grande mercato nel distretto Fengtai. Gli abitanti di queste zone non sono autorizzati a lasciare Pechino. Ma in generale tutti i pechinesi sono invitati a evitare i “viaggi non essenziali”. Gli effetti del focolaio si sono riversati anche sull’istruzione, infatti le scuole sono state nuovamente chiuse e le lezioni si svolgeranno esclusivamente online per gli studenti delle scuole elementari e medie, mentre le lezioni degli studenti universitari sono state sospese. Gli sport di squadra sono di nuovo vietati, così come i luoghi di intrattenimento, le piscine e le palestre.

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Secondo quanto riporta il Global Times, Pechino ha già disinfettato 276 mercati di prodotti agricoli e chiuso 11 mercati sotterranei e semi-sotterranei a partire dalle 6 di martedì, inoltre sono stati disinfettati un totale di 33.173 fornitori di servizi di ristorazione.  La sanificazione di mercati e ristoranti dovrebbe essere completa entro mercoledì.

Primi sospetti sulla causa del focolaio: il salmone norvegese

Inizialmente Pechino aveva visto una possibile causa del nuovo focolaio nel salmone norvegese a causa della contaminazione da coronavirus rilevata su un bancone del mercato che vendeva anche il prodotto norvegese. Tuttavia, Oslo ha respinto le accuse: “Oggi stiamo elaborando i dettagli e posso confermare che il problema sembra risolto”, ha aggiunto Ingebrigtsen. L’esponente di governo ha riferito che funzionari cinesi e norvegesi si sono incontrati per discuterne concludendo che è improbabile che il salmone norvegese sia la fonte del virus rilevato la scorsa settimana nel mercato di Pechino. Nel frattempo, le principali catene di supermercati, tra cui Wumart e Carrefour, hanno rimosso tutte le scorte di salmone nella capitale.

Non solo costi economici

Pang Xinghuo, vicedirettrice del Centro per la prevenzione e il controllo delle malattie di Pechino., afferma che i casi di coronavirus sono stati individuati al loro stadio iniziale, tuttavia il trend è ancora in ascesa. La chiusura di Pechino avrà sicuramente dei costi economici, ma anche la percezione delle persone ne sarà probabilmente influenzata: finora Pechino aveva mantenuto la sua immagine di fortezza del potere; ora rischia di trasformarsi in un focolaio difficile da gestire, o in una prigione da 21 milioni di abitanti.

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