Mutazioni del Coronavirus in diretta: il Covid-19 sta perdendo la sua aggressività?

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Mutazioni del Coronavirus in diretta: il Covid-19 sta perdendo la sua aggressività?

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Secondo l’epidemiologo Massimo Ciccozzi, dell’Università Campus Bio-Medico di Roma, il virus SarsCov2 sta cambiando probabilmente per effetto del lockdown, ma probabilmente non solo per questo.

Una ricerca condotta negli Stati Uniti dai Laboratori Nazionali di Los Alamos e dalla Duke University ha rilevato 14 mutazioni in una delle principali proteine del virus e una di queste desta preoccupazione; secondo i virologi, però, i suoi effetti devono ancora essere dimostrati.

L’opinione di Massimo Ciccozzi

Secondo Ciccozzi, il numero delle persone contagiate da ogni persona, sta calando, ciò significa che il virus si sta indebolendo grazie alle misure di restrizione adottate, ma anche, forse, a causa di alcune mutazioni transitorie, che magari potrebbero averlo reso meno contagioso.

In un’audizione al Senato presso la commissione Sanità, Cicozzi precisa che: “Quelle che si stanno facendo nei modelli elaborati da vari gruppi di ricercatori in questi giorni sono tutte ipotesi, perchè mancano le prove di patogenicità in laboratorio su cellule e virus. Un dato che stiamo riscontrando è che il virus sta perdendo potenza prima di tutto per effetto del lockdown, del distanziamento e dell’uso delle mascherine

Cozzi continua dicendo che: “ora stanno morendo meno persone, le terapie intensive sono meno piene e il virus ha una perdita di potenza, perché continua a mutare. Si tratta di mutazioni transitorie, che durano qualche settimana per poi magari sparire, e che non gli servono. Ma l’evoluzione interviene facendogli perdere contagiosità e letalità. Tuttavia lo ripeto, anche questa è un’ipotesi che va dimostrata”.

Lo studio americano

Sulla stessa linea teorica anche un nuovo studio pubblicato dai Laboratori Nazionali di Los Alamos e dalla Duke University sul sito bioRxiv, che ospita i lavori ancora privi del vaglio della comunità scientifica: lo studio ha identificato 14 nuove mutazioni nella proteina Spike (utilizzata dal virus per aggredire le cellule umane). In particolare a mutare è stata la D614G, che si è diffusa inizialmente in Europa a Febbraio e una volta entrata in nuove aree, è diventata dominante; è stato notato che questa è molto più vantaggiosa per il virus rispetto al ceppo originario di Wuhan.

I ricercatori ipotizzano che potrebbe essere stata questa mutazione a rendere più rapida la diffusione del virus nel mondo

 

Rischi per il futuro e conclusioni

Gianguglielmo Zehender (ricercatore dell’ospedale Sacco di Milano) afferma che sicuramente questa mutazione D614G è presente nel ceppo del virus più diffuso in Europa e in Italia, ma ancora non si può dire se sia stata la causa della maggiore diffusione del Covid-19, perché non ci sono ancora dimostrazioni scientifiche, tuttavia sicuramente se un ceppo virale diventa dominante in Europa, può diffondersi nel mondo molto facilmente.

A prescindere se questa mutazione sia stata la causa della maggior diffusione, il virus SarsCov2, come tutti i virus a Rna, muta e sarebbe rischioso ignorare questi cambiamenti, oltre a limitare l’efficacia dei primi vaccini che arriveranno.

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