Milano, è già emergenza disoccupazione: si rischia una profonda crisi socio-economica

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Milano, è già emergenza disoccupazione: si rischia una profonda crisi socio-economica

La vera crisi avanza in sordina. Attività chiuse, altre chiuderanno entro settembre. Nella maggior parte dei casi le casse integrazioni in deroga del mesi di marzo non sono state ancora liquidate dall'Inps. Segui gli articoli con studi scientifici sull'argomento di Spazio SoloSalute®, il tuo centro benessere in centro a Milano per consulenze Naturopatia, Nutrizione, massaggi, bellezza naturale, prodotti naturali.

Il racconto di chi è rimasto in cassa integrazione, l'allarme dei sindacati e del primo cittadino Beppe Sala. Il rischio di una profonda crisi sociale ed economica è reale e non è azzardato ipotizzare manifestazioni di piazza

  1.     La fase 2 e la disoccupazione dilagante

Alberto G. ha 42 anni, è impiegato in una grande e nota catena di elettrodomestici ma sul posto di lavoro non ci è mai tornato, e nonostante avrebbe dovuto ricevere la cassa integrazione in deroga, questa non è mai arrivata. La situazione di Alberto G. è la stessa di altri 356 mila addetti alle vendite all'ingrosso e al dettaglio contrattualizzati come tali nella Città metropolitana di Milano, sono rimaste a casa circa 150 mila persone, nonostante la ripresa quasi completa delle attività commerciali.

"Sono soprattutto lavoratori delle cooperative, oppure a chiamata, somministrati e tempi determinati all'interno delle cooperative", spiega Antonio Verona dell'Ufficio studi della Cgil. La stima è fatta incrociando più dati, dalla base Istat a quelle delle diverse casse integrazioni.

  1.     Milano ed il crollo di vari settori
  2. 1 Il terziario: le preoccupazioni di Beppe Sala

A Milano il terziario è un settore trainante, ecco perchè le preoccupazioni del sindaco Beppe Sala si orientano soprattutto a questo: "La mia preoccupazione è che, come ampiamente previsto, ma ora lo stiamo toccando con mano, qui andiamo verso una crisi economica e sociale profonda. Inizieranno le manifestazioni in piazza e la difficoltà di tante tante famiglie. La mia azione si concentrerà lì. Ne stiamo discutendo con il governo". Molti alberghi sono rimasti chiusi o comunque sono abbondantemente sotto ai fatturati giornalieri di prima a causa della mancanza di turisti e viaggi di lavoro; infatti, nonostante lo "smart working" abbia salvato il lavoro di molti, restano comunque penalizzati bar, ristoranti, pizzerie, ma anche appalti delle pulizie e della sorveglianza e così via.

  1. 2 Il settore commerciale

Secondo Marco Beretta, segretario della Filcams Cgil milanese, nel settore commerciale quasi metà del personale è ancora in cassa integrazione a causa della paura di andare in negozio e la mancanza dei soldi dei clienti; la conseguenza è un giro di incassi molto lontano da quello di prima.

  1. 3   La grande distribuzione organizzata

Anche le catene della grande distribuzione organizzata stanno cominciando a mettere mano agli ammortizzatori sociali (ad esempio Carrefour), in particolare nei centri commerciali o quei negozi che non trovandosi nei quartieri, hanno subito una forte riduzione della clientela. Un altro problema riguarda le super spese affrontate dalle famiglie ad inizio pandemia, queste infatti, spaventate dal rischio di rimanere senza scorte hanno fatto molti acquisti, ora invece si sta attenti al portafoglio.

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