La pandemia Covid-19 spazzerà via tante società sportive, palestre e piscine

Scritto da Pubblicato il


La pandemia Covid-19 spazzerà via tante società sportive, palestre e piscine

La pandemia Covid-19 spazzerà via tante società sportive, palestre e piscine

Il coronavirus sta portando a tanti cambiamenti, tra cui quello delle nostre abitudini sportive e  spazzerà via migliaia di società sportive, palestre e piscine. E la casa diventa il nuovo regno del fitness.

Sport & Wellness down!

Il coronavirus e le conseguenti misure restrittive hanno avuto un forte impatto negativo sull’industria dello Sport & Wellness, un mercato che rappresenta il 5,3% dell’economia globale e che vale in Italia circa 10 miliardi di euro.

Costretti a chiudere

Secondo la previsione fornita dalla Confederazione dello Sport, questo settore perderà almeno 1 miliardo di euro, con almeno 30 mila associazioni e società sportive dilettantistiche costrette a sciogliersi nei prossimi mesi. Una tendenza che avrà pesanti ripercussioni anche sul mercato immobiliare, visto che uffici, palestre, piscine e altre strutture non genereranno redditi per il locatario.

Il mondo delle piscine

1500 piscine nel nostro paese per un bacino di praticanti di circa 5 milioni di persone.

Ogni impianto ha costi manutentivi necessari ed altissimi anche quando la struttura è chiusa; tra energia, acqua e filtri, proprietari e gestori spendono tra i 10 e i 12 mila euro al mese. Il blocco delle strutture inoltre finisce anche per danneggiare di più i macchinari.

E per gli abbonamenti a palestre e piscine?

Molte palestre e piscine stanno cercando di venire incontro alle richieste degli utenti, che hanno pagato le iscrizioni ma non ne hanno potuto usufruire. Basti pensare che in media un abbonamento annuale in palestra costa 450 euro, quindi ogni mese di chiusura si traduce in una perdita di 37,5 euro per consumatore.

In piscina, le tariffe sono più alte: un corso di nuoto per bambini per 12 mesi costa 650 euro e per ogni mese di chiusura l’utente deve rinunciare a 54 euro.

Una perdita per tutti, gestori e clienti

A seguito dell’insistenza di consumatori e associazioni, alcuni centri hanno congelato le mensilità già pagate, in modo da poter essere utilizzate al termine della pandemia; altri invece hanno restituito i soldi agli iscritti oppure erogato corsi online per compensare gli ingressi non sfruttati. Come sottolinea il Codacons, che ha messo a disposizione sul sito il modulo per il rimborso, il diritto a chiederlo si basa sulla “causa di forza maggiore” provocata dal coronavirus e dalla conseguente crisi sanitaria: “La situazione risulta inquadrabile nella sopravvenuta impossibilità di ricevere la prestazione per la quale è stato già corrisposto il prezzo o parte del prezzo con conseguente risoluzione del contratto, ai sensi dell’art. 1463 codice civile”.

Questo porta a minori entrate attuali e probabilmente la rinuncia a nuove quote di iscrizione in futuro, almeno fino al termine dell’emergenza.

Tendenza che potrebbe avere ripercussioni negative anche sui lavoratori del comparto. Come rileva l’ultimo studio di Unioncamere, che prevede nel complesso 420 mila occupati in meno nel 2020 a causa del coronavirus, si prevede un calo degli assunti con le varie tipologie contrattuali di circa 24 mila unità nei servizi culturali, sportivi e altri servizi alle persone.

 

Ma come ci si allena a casa?

Utenti alla ricerca di corsi on-line e c’è chi ha provato a reinventarsi e trasformarsi come ad esempio Fitprime.

Prima del lockdown, questa app, permetteva ai 270.000 iscritti di allenarsi in più di 1300 centri sportivi in Italia con un unico abbonamento. Ma con la chiusura di palestre e piscine, il fatturato della società si è azzerato. Così ha lanciato pochi giorni fa Fitprime TV, una sorta di Netflix del fitness: una piattaforma di allenamenti on demand che permette di tenersi in forma direttamente a casa.

Come ci spiega il team di Fitprime, una volta effettuato l’accesso al sito, si può scegliere tra diversi corsi, come yoga, pilates, mindfulness, tonificazione e HIIT (High Intensity Interval Training), selezionando i vari filtri disponibili, dall’intensità dell’attività alle calorie che si vogliono perdere. L’iscrizione sarà gratuita per tutta la durata dell’emergenza.

Trainer professionisti certificati a tenere le lezioni.

In cinque giorni dal lancio, la piattaforma conta 14 mila visualizzazioni. Sul sito sono presenti al momento oltre 100 video allenamenti (in costante aumento), realizzati da venti trainer e youtuber selezionati tra i migliori 50 italiani nelle rispettive discipline.

Per concludere, tra corsi di pilates, sessioni di addominali o sollevamento pesi, l’offerta è davvero variegata. Così trovare una scusa per non alzarsi dal divano diventa molto complicato, anche per i più pigri.



coronavirus