Isolamento e coronavirus. Gli italiani come stanno vivendo la quarantena forzata?

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Isolamento e coronavirus. Gli italiani come stanno vivendo la quarantena forzata?

Isolamento e coronavirus. Gli italiani come stanno vivendo la quarantena forzata?

Come viviamo isolamento e pandemia? Secondo appuntamento per il report di Pulsar e Barometro Hearst Italia, il quale ha analizzato la “voce del popolo” tramite un’analisi dei social media.

 

I risultati?

Complessivamente non si parla né di più né di meno, cambia invece il tono complessivo: più messaggi da persone comuni, un po' meno da celebrities e grandi mezzi di comunicazione. Quindi più messaggi originali (11,5%) meno engagement in generale (-30% di commenti e condivisioni). Demandiamo meno l'interpretazione e la narrazione della pandemia: progressivamente siamo più capaci di esprimere il senso del nostro vissuto senza demandarlo a figure che questo fanno "per lavoro". Stiamo riemergendo.

 

Cambiamento di mood.

Aprile ha portato grandi cambiamenti negli stati d’animo degli italiani, si torna a guardare al futuro.

Sarà la primavera, ma è arrivata una grande voglia di natura e il peggio sembra di poter dire che lo abbiamo lasciato alle spalle. Per molti questo si traduce anche in nuovi consumi: meno libri e giochi da tavolo, più attrezzi da palestra e giardinaggio. Siamo meno attanagliati psicologicamente da una spesa che nelle scorse settimane somigliava a una missione speciale. Il sentiment generale della conversazione online diventa neutrale: in una scala da +50 a -50 recuperiamo diversi punti percentuali e questa settimana siamo allo zero. Per il solo aspetto legato al futuro invece c'è un 3% di senso negativo.

 

L’algoritmo utilizzato ha suddiviso anche le conversazioni in quattro diverse tipologie: 

è cresciuto quello principale Vita in quarantena, che ci suggerisce una conversazione ancora più spostata sul lifestyle e, se possibile dirlo, quasi segno di un ritorno alla vita di tutti i giorni. Meno importanti i cluster Emergenza ospedali, Notizie in genere, Mascherine (argomento molto evidente in questi ultimi giorni, specialmente in alcune regioni del Nord) e Aprile come mese di aspettative, del plateau e della progressiva entrata in una fase di discesa dell'epidemia. Come prevedibile, su Twitter sono più evidenti gli hashtag dell'attualità e del dibattito, su Instagram quelli della vita di tutti i giorni nell'isolamento di casa. Tra questi ultimi primeggiano per engagement i meme di Insanity page, con la tipica autoironia e spirito ludico da sempre segno dell'Internet profondo (e così importante per sdrammatizzare un periodo di crisi). In generale, gli hashtag sono usati di più dal pubblico evoluto e influencer, motivo per cui spesso riflettono un aspetto di personal branding più vistoso, ad esempio di argomento fashion e arte o cookery.

 

Twitter e gli argomenti più comuni.

Tra le notizie vere e proprie, compare due volte il Cotugno di Napoli, ospedale a zero contagi che rappresenta il mondo molto sentito delle good news e degli eroi. Poi inizia a fare capolino la politica, con tutto il corredo di polemiche, inchieste e proclami acchiappaclic di matrice populista. Le testate tradizionali continuano a monopolizzare la torta della visibilità sui social media.

 

Facebook

Il social di Zuckenberg cala ma resta comunque il sito più in vista in assoluto sia come share tra le testate sia come primo di quei social network dove si spende il 30% del tempo dedicato ai media e alla cultura. Giornali e magazine al 15%, libri al 10% e TV al 12%. Chiamate e chiamate video entrambe al 22% nelle modalità principali di contatto, messaggistica in genere al 39% (con SMS ancora molto superiori a Whatsapp).

 

Cambiamenti anche nell’ambiente domestico.

Cala l’importanza della camera da letto come luogo di riferimento: passiamo nel corso delle due settimane da un 38% di share of voice a un 30%, con il quale resta comunque in testa alle nostre preferenze di vivibilità in isolamento. La cucina e la tavola o sala da pranzo aumentano entrambe di qualche punto, segno che stiamo progressivamente riemergendo da una posizione esistenziale più reclinata, difensiva e "lean back". Se prima cucinavamo tantissimo, anche in maniera esibizionista e di compensazione, questa settimana manifestiamo una maggiore voglia di stare a tavola con la famiglia. Entrambe le zone sono raccontate nel 18-19% dei casi in cui si parla di ambiente domestico. Il divano, figura molto presente durante la nostra vita normale (quando si lavora durante la settimana e si torna a casa stanchi), scende di mezzo punto e resta intorno al 10%: la modalità di rilassamento passivo non sembra prioritaria nel darci quel senso forte di cui abbiamo bisogno ora.

 

Spesa ed acquisti.

Paniere della spesa stabile, aumentano del 30% le mention relative all'e-commerce. Oltre ai beni di prima necessità, si citano molto acquisti di libri (23%), materiale per il giardinaggio (21%), attrezzi per il fitness (19%), elettrodomestici (12%), giochi in genere (11%) e stranamente tanto caffè (9%). La moda vive un momento di stand by, la cosmetica vede crescere del 3% le mention di prodotti skincare, mentre calano in maniera proporzionale i detergenti.

 

Grande successo per i siti femminili che tramite tutorial insegnano a prendersi cura di sé.

Resiste il make-up (65%) sia per l’aspetto social dello stesso (Instagram e video chiamate).

 

Altro confronto eseguito è quello tra due figure istituzionali ma di conforto, quasi come due nonni per tutti noi.

 

Il confronto è tra Mattarella con il suo messaggio del 27 marzo e la Regina Elisabetta con il messaggio del 5 aprile. Il confronto tra share of voice sembra raccontarci un panorama mediatico ormai globale, dove il fascino di celebrity dei Windsor riesce a ottenere un primato perfino su una figura di riferimento nazionale come quella del Presidente della Repubblica. 57% di share per Mattarella nella settimana del suo messaggio alla nazione, 65% per Elisabetta nella settimana appena terminata. 

Interessante la “nuvola” delle parole più utilizzate nei commenti: Elisabetta, più lontana dai nostri problemi immediati, ottiene più parole nella zona di sentiment positiva, Mattarella risulta più neutrale. Spicca nel riverbero online del Presidente la parola Egoismi, per la Regina risuonano più parole della stessa area di senso: incontrare, uniti e simili. Grande la vicinanza con chi soffre o ha vissuto un lutto nella cerchia più vicina della famiglia. Entrambi con i tanti verbi alla prima persona plurale che simboleggiano il loro ruolo di grande importanza collettiva.



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