Infezione da coronavirus e ruolo del tratto gastrointestinale

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Infezione da coronavirus e ruolo del tratto gastrointestinale

Infezione da coronavirus e ruolo del tratto gastrointestinale

La malattia CoVID-19 è un’infezione respiratoria acuta causata dal coronavirus SARS-CoV-2 scoperto a Wuhan a fine 2019. Come oramai noto, i sintomi che caratterizzano le persone infette dal virus sono tosse, febbre e, nei casi più gravi, difficoltà respiratorie, tuttavia sono stati osservati anche sintomi gastrointestinali.

Tracce di RNA virale sono state trovate in campioni fecali di persone infette dal SARS-CoV-2 anche quando il tampone orale risultava negativo e i pazienti erano dimessi dall’ospedale, mentre pochi ma promettenti dati dimostrano che contagiati da SARS-CoV-2 presentano un’alterazione del microbiota intestinale, fenomeno che fa presupporre la possibilità di lavorare sulla flora intestinale per curare il virus, ipotesi sostenuta anche dai recenti studi riguardo l’asse intestino-polmoni.

Dati osservazionali

Uno studio svolto a Wuhan su 140 partecipanti infetti da SARS-CoV-2, ha evidenziato che il 39.6% dei pazienti presentava sintomatologia gastrointestinale, quali diarrea, nausea, anoressia, vomito, dolore addominale e/o rigurgito

Un altro studio con una popolazione di 138 persone infette da SARS-CoV-2 ha dimostrato che il 10,1% dei partecipanti presentava sintomi gastrointestinali, in particolare diarrea e nausea si manifestavano pochi giorni prima della comparsa di febbre e difficoltà respiratorie.

 

Ancora, uno studio osservazionale con una popolazione di 204 pazienti CoVID-19, ha dimostrato che il 50,5% presentava sintomi gastrointestinali ed il 18,9 degli infetti presentava diarrea, vomito e dolori addominali; inoltre, il periodo di ospedalizzazione di tali pazienti è risultato essere molto più lungo rispetto a chi non aveva sintomi gastrointestinali.

SARS-CoV-2 RNA in campioni di feci

In base ad alcuni studi e rivelazioni, il contagio da coronavirus potrebbe avvenire anche per via oro-fecale

-        RNA virale di SARS-CoV-2 è stato identificato tramite tecniche di next-generation-sequencing nei campioni fecali di pazienti infetti;

-        La presenza del virus nel tratto gastrointestinale è stata confermata anche dalla rilevazione del RNA virale in seguito a biopsia intestinale. Uno studio ha evidenziato la presenza di SARS-CoV-2 RNA su 8 campioni fecali su 9;

-        Xiao e altri hanno rilevato la presenza di RNA virale nelle feci di 39 su un totale di 73 pazienti positivi al tampone orale. Inoltre, il 23.29% presentavano risultati positive nelle feci anche quando il tampone orale era negativo ed i pazienti erano stati dimessi dall’ospedale. Tale evidenza indica che l’infezione virale persiste nonostante l’assenza del virus nel tratto respiratorio, rivelando un rischio di contagio per via oro-fecale, pericoloso soprattutto tra portatori asintomatici o persone con lievi sintomi gastrointestinali allo stato iniziale della malattia.

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