Immunità coronavirus. Gli studi scientifici continuano tra mille incertezze

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Immunità coronavirus. Gli studi scientifici continuano tra mille incertezze

Aver contratto il coronavirus potrebbe fornire un'immunità a successive reinfezioni, ma non ci sono indicazioni confermate su quanto possa durare esattamente la protezione. Segui gli articoli con studi scientifici sull'argomento di Spazio SoloSalute®, il tuo centro benessere in centro a Milano per consulenze Naturopatia, Nutrizione, massaggi, bellezza naturale, prodotti naturali.

Studi su cure ed immunità al Covid-19. La Food and Drug Administration degli Stati Uniti ha recentemente concesso una "autorizzazione d'emergenza" all’uso di un'analisi del sangue per la ricerca di anticorpi contro SARS-CoV-2, il nuovo coronavirus che causa COVID-19.

 

Si tratta del primo test di questo tipo a ricevere l'approvazione per il mercato statunitense. In Colorado, una società che produce un test per gli anticorpi del coronavirus ha donato alcuni kit alla contea di San Miguel, in modo che tutti i cittadini possano essere testati se lo desiderano. E in Italia, i politici vogliono usare il profilo anticorpale per determinare quali persone otterranno la “patente d’immunità” per il ritorno al lavoro.

 

I test anticorpali

In tutto il mondo sono state avviate diverse ambiziose indagini per testare questi anticorpi. Lo studio Solidarity II dell'Organizzazione Mondiale della Sanità. Negli Stati Uniti si mira a fornire un quadro della prevalenza di anticorpi a livello nazionale. Il progetto si svilupperà in tre studi nazionali sui donatori, sostenuti dai Centers for Disease Control and Prevention e condotti quest'autunno e nell'autunno del 2021.

I test anticorpali aiutano a determinare se una persona è stata contagiata, anche se non ha mai mostrato sintomi. L'uso diffuso di questi test potrebbe dare agli scienziati una maggiore comprensione di quanto è mortale il virus e di quanto si è diffuso nella popolazione.

Tuttavia, ad esempio, nel virus Varicella-zoster (che causa la varicella), l'infezione conferisce una resistenza DI lunga durata. Diversamente, l'infezione da Clostridium tetani, il batterio che causa il tetano, non offre alcuna protezione. Per quanto riguarda il Covid-19, al momento non è chiaro in che parte dello spettro dell'immunità ricada.

 

I ricercatori stanno cercando di rispondere a due domande: Per quanto tempo rimangono in circolazione gli anticorpi SARS-CoV-2 ? E proteggono dalla reinfezione?

Per quanto riguarda l'immunità ai coronavirus stagionali (come quelli che causano i comuni raffreddori), inizia a diminuire un paio di settimane dopo l'infezione e nel giro di un anno, alcuni sono vulnerabili alle reinfezioni. Ciò è scoraggiante sentendo gli esperti affermare che è improbabile che avremo un vaccino per COVID-19 prima di 18 mesi. Ma gli studi su SARS-CoV che condivide una notevole quantità del suo materiale genetico con la SARS-CoV-2, sono più promettenti.

 

Anticorpi neutralizzanti contro le infiammazioni

Il test anticorpale mostra dei picchi di immunità al coronavirus dopo circa quattro mesi e offre protezione per circa due o tre anni. Come ha detto Preeti Malani in una video intervista con l'editor in Chief di "JAMA" Howard Bauchner, questo periodo presenta "una linea temporale piuttosto buona per pensare ai vaccini e alle terapie" per COVID-19. Bowdisch afferma: “Quello che vogliamo sono anticorpi neutralizzanti, che sono proteine che riducono l'infezione legandosi alla parte di un virus che si lega alle cellule ospiti e le "apre". Gli anticorpi non neutralizzanti, invece, pur riconoscendo parti dell'agente patogeno, non si legano efficacemente e quindi non impediscono l'invasione delle cellule.”

 Sistema immunitario e anticorpi

"Se gli esseri umani producono naturalmente anticorpi neutralizzanti allora tutto quello che dobbiamo fare è capire quali sono i siti di legame sul virus e prendere di mira quella piccola porzione di proteina. Quel sito bersaglio molto probabilmente si trova in una proteina legata a uno zucchero che il virus usa per entrare nelle cellule, tuttavia i sistemi immunitari umani non sono molto efficienti nel creare anticorpi contro le sostanze rivestite di zuccheri.

 Attenzione alla reinfezione

Alcuni limitati studi su cellule in vitro suggeriscono che l'infezione da SARS-CoV-2 innesca la produzione di anticorpi neutralizzanti per almeno due settimane. Un altro studio invece non ha trovato alcuna correlazione tra la carica virale e la presenza di anticorpi, inoltre, ricerche su SARS-CoV pubblicate con peer review e studi di preprint su SARS-CoV-2 riferiscono che alcuni anticorpi non neutralizzanti del coronavirus potrebbero innescare una risposta immunitaria pericolosa in caso di reinfezione.

Così, anche se gran parte della ricerca emergente è promettente, Bowdish mette in guardia dall'uso di test anticorpali per guidare le scelte politiche finché i ricercatori non conosceranno la percentuale di sopravvissuti a COVID-19 che stanno producendo anticorpi neutralizzanti.

 

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