Il Covid-19 è ancora pericoloso: in autunno si rischia una nuova ondata

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Il Covid-19 è ancora pericoloso: in autunno si rischia una nuova ondata

Il Covid-19 è molto meno virulento al momento, ma non mancano i focolai sparsi in tutta Italia - A cura di Spazio SoloSalute® centro benessere Milano

Il virologo Crisanti afferma: “Non possiamo aspettarci che SarsCov2 sparisca come la Sars, nel giro di un’estate, perché ci sono milioni di contagiati in tutti e cinque i continenti”. Segui gli articoli con studi scientifici sull'argomento di Spazio SoloSalute®, il tuo centro benessere in centro a Milano per consulenze Naturopatia, Nutrizione, massaggi, bellezza naturale, prodotti naturali.

anche se i contagi si sono ridotti, dobbiamo stare attenti per non rischiare di tornare alla situazione di marzo scorso.

Crisanti: “L’autunno in Italia sarà come nei mattatoi tedeschi. Pericolo nuova ondata”

Al Fatto Quotidiano, Andrea Crisanti, direttore della Microbiologia e virologia dell’Università di Padova, lancia l’allarme sul prossimo futuro. “Non possiamo aspettarci che SarsCov2 sparisca come la Sars, nel giro di un’estate, perché ci sono milioni di contagiati in tutti e cinque i continenti”. Crisanti afferma che per il momento è meno probabile infettarsi in Italia, grazie a lockdown, mascherine, distanza e caldo secco, tuttavia il nostro autunno sarà come i mattatoi tedeschi adesso, dove il virus anche ora sta facendo danni seri.

Non possiamo esser certi che la carica virale del Covid si sia ridotta

Il virologo afferma che: “Dovremo aggredire sul nascere ogni singolo cluster. I contagi importati da Paesi in cui l’epidemia è fuori controllo sono molto pericolosi. E se non vengono individuati subito, l’Italia rischia di perdere tutto il lavoro fatto con il lockdown. In questo momento la probabilità di infettarsi in Italia, specialmente in alcune regioni, è piuttosto bassa. Personalmente evito gli assembramenti ma vado al ristorante, ho smesso di portare la mascherina Ffp2 e sono passato a quella chirurgica. E un giorno spero di potermela levare del tutto”.

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Per quanto riguarda la bassa carica virale del covid riscontrata nei tamponi risultati positivi, Crisanti spiega che “questi risultati sono ottenuti valutando la capacità del virus di infettare cellule in vitro, un sistema artificiale che non necessariamente riproduce fedelmente la capacità infettiva nell’uomo. Inoltre, pazienti con basse cariche virali erano presenti anche durante la fase acuta dell’epidemia”.

Veneto e Lombardia: le conseguenze delle differenti reazioni

Crisanti afferma che il numero di contagi tra Veneto e Lombardia, dipende da una differenza d’azione, infatti entrambe le regioni sono partite con lo stesso numero di casi, tuttavia, per una settimana, mentre in Veneto venivano isolati capillarmente i positivi, in Lombardia pensavano a far ripartire Milano. L’esperto afferma che il virus aveva un R0 di 3, che significa che ogni 5 giorni gli infetti si moltiplicano per tre. Se la Lombardia aveva una percentuale di infetti pari a quella del Veneto, che era del 3%, dopo 5 giorni erano il 15% e facilmente sono saliti fino al 30-35%.

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