Il coronavirus svela la vera situazione italiana: mancano un progetto e un fine comune

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Il coronavirus svela la vera situazione italiana: mancano un progetto e un fine comune

La filosofa Roberta De Monticelli afferma: "Siamo stati fatti prigionieri senza avere contezza di ciò che sta accadendo". Segui gli articoli con studi scientifici sull'argomento di Spazio SoloSalute®, il tuo centro benessere in centro a Milano per consulenze Naturopatia, Nutrizione, massaggi, bellezza naturale, prodotti naturali.

La differenza tra Italia e Francia. La filosofa Roberta De Monticelli ad Huffpost: “Mi ha infastidito il tono paternalistico della voce pubblica italiana. Ha trattato le persone come un popolo di bambini viziati e anomici, vittime di pulsioni infantili, incapaci di comprendere la gravità della situazione e di agire di conseguenza.

 

Il messaggio che sentiamo ripetere insistentemente è: ‘State a tutti casa’. Nessuno lo accompagna, però, con una dose di informazioni adeguata, né con un quadro chiaro della situazione. Qualcosa che spieghi alle persone perché devono fare quello che gli si ordina. Ognuno dice la sua. I comitati di esperti, i capi dei partiti, i vertici delle istituzioni, sia nazionali, sia locali. Il risultato è una babele di messaggi che costringe a obbedire alla cieca. Senza avere una limpida e reale conoscenza di ciò che sta succedendo”.

 Italia e Francia a confronto

La filosofa Roberta De Monticelli vive a Parigi e paragona immediatamente la situazione italiana a quella francese: “Il presidente Macron, l’altra sera, ha fatto un discorso di alto profilo retorico. A differenza che da noi, ha chiesto scusa per gli errori commessi all’inizio. Ha dato conto della situazione, dei ritardi che ancora ci sono, e di cosa si sta facendo per risolverli. Ha tracciato un orizzonte temporale, allo scadere del quale le cose partiranno secondo un piano stabilito. In ragione di ciò, ha chiesto ai francesi di fidarsi della République. Ha trattato le persone che lo ascoltavano da cittadini adulti e responsabili. Chiedendo la loro collaborazione, spiegandogli perché era necessaria. La sensazione a pelle  è che, pur in una situazione d’emergenza, la Francia sia riuscita a dare un ordine al caos, l’Italia no”

Il proliferare di task force anche incompetenti

Il problema è che, in Italia, oltre a un conflitto tra stato centrale e regioni, c’è stato un proliferare di task force, comitati, gruppi di tecnici. Abbiamo assistito al dilagare della competenza e dell’incompetenza. E questo non ha nulla a che fare con l’architettura istituzionale.

Manca l’indicazione di una prospettiva oltre l’emergenza. Un discorso che dia un senso collettivo agli enormi sacrifici che tutti stanno facendo. L’orizzonte dei fini verso cui tendere è completamente buio, al momento.

 

La situazione italiana

Purtroppo, in realtà l’Italia si è sempre trovata a dover fronteggiare un problema, la sfiducia nelle istituzioni, e la sfiducia delle istituzioni nei confronti del popolo

Già Leopardi parlava della mancanza di fede pubblica di cui è afflitto il nostro Paese. È questo il circolo vizioso che c’è sempre stato. La novità è che gli italiani hanno dato prova di un senso civico sorprendente ed enorme, pur di fronte alla confusione, all’incertezza, all’impreparazione, agli scontri quotidiani tra il governo e le regioni.  

 

Pare di essere di fronte a un’apocalisse, nel senso originario del termine: una rivelazione, il cui contenuto è difficilissimo da decifrare in maniera completa. Tuttavia un bisogno enorme di uguaglianza è emerso chiaramente sotto i nostri occhi. Perché si può vivere questo isolamento in maniera indolore, oppure in maniera infernale. La differenza non la fa la psicologia ma la condizione sociale.

 La storia sembra insegnarci che ogni grande crisi suscita nell’umanità imprevisti risvegli. Il regno dei fini però non nasce a comando, schematicamente, in maniera automatica. E’ necessario che la vocazione, il risveglio nasca in più persone contemporaneamente, persone spinte poi ad agire per un fine comune.



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