Il coronavirus ha cambiato la lista della spesa degli italiani. Più essenza e meno sfizi

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Il coronavirus ha cambiato la lista della spesa degli italiani. Più essenza e meno sfizi

Il coronavirus ha cambiato la lista della spesa degli italiani. Più essenza e meno sfizi

Il virus influenza anche la tavola degli italiani. Rivoluzione nel carrello causata dalla pandemia: boom di vendite per gli ingredienti delle ricette della nonna (+ 145% la farina, + 107% i fagioli secchi), le tisane rilassanti tirano più delle bollicine. Volano passata di pomodoro (+51%) e guanciale quadrettato. E nel beauty disinfettanti (+354%) e termometri (+208%) sostituiscono il rossetto (-50%).

 

Tavola ed alimentazione ridisegnata dal coronavirus, il quale ha riportato indietro la spesa delle famiglie di qualche anno, quando la cucina casalinga era la normalità.

La vita nell’era del lockdown è cambiata, ristoranti e bar sono chiusi, c’è più tempo per cucinare. E la mappa del carrello – secondo i dati della Nielsen per le sei settimane dopo il primo contagio di Codogno - fotografa un mondo ribaltato: dove la gente ha più bisogno di relax (+ 83% la camomilla, non serve un sociologo per capire perché) che di far festa (-36% quelle di champagne). Dove i cibi "veloci" non tirano più (-59% i kit salati fuori pasto come tramezzini e & C.) mentre volano gli ingredienti-base della gastronomia di una volta come la farina (+154%), i fagioli secchi (+107%) e il lievito (+ 104%).

 

La ricerca dell’essenzialità.

Si torna alle buoni abitudini, alla cucina casalinga, alla preparazione in casa dei piatti della nonna: salgono burro, zucchero e sale, con progressi tra il 40 e il 50%. Vanno a ruba le uova (+35%), il riso e la passata di pomodoro che segnano un balzo del 51%.  Un salto in avanti di proporzioni simili l’ha fatto la pancetta a cubetti – la base di qualsiasi sugo che si rispetti – mentre in dispensa è cresciuto lo spazio riservato a alimentari a lunga conservazione, adatti a una pandemia di cui ancora non si vede la fine, come la carne in scatola, balzata del 63%, e il latte Uht (+31%), che resiste in dispensa per qualche mese, non si sa mai.

 

Supermarket, calo nella vendita dei beni alimentari voluttuari.

Calano considerevolmente infatti alcuni dei cardini gastronomici dell’era pre-virus come gli stuzzichini salati (-13%) e gli sfizi tipo le gomme da masticare (-19%), inutili quando non c’è da ammortizzare lo stress da lavoro. Non solo: nella distribuzione organizzata – quella misurata dai dati di Nielsen – scendono le vendite del pane (-13,9%). Non perché se ne consumi di meno, dicono gli esperti, ma perché in queste settimane sono tornati di moda i negozi di vicinato come panettieri e fruttivendoli. Dove c’è meno coda, più sicurezza (si entra una persona alla volta) e dove la qualità, alla fine, è spesso superiore a quella dello scaffale di un supermercato. La prova? Il +40% delle vendite dei liberi esercizi nelle ultime settimane, quei punti vendita di dimensioni più piccole e di vicinato che hanno registrato un aumento del giro d’affari triplo rispetto a iper & C. e sei volte maggiore rispetto ai discount. “Un trend che potrebbe sopravvivere all’emergenza Covid – dice Nicola De Carne, partner per la vendita al dettaglio di Nielsen – anche perché molti piccoli commercianti hanno conquistato nuova clientela puntando sulle consegne a domicilio e a volte lanciandosi nelle vendite online”. Strade che potrebbero regalare una nuova vita a molti piccoli negozi di quartiere che fino a poco tempo fa erano considerati in via d’estinzione.  

 

Trasformazione in atto alla spesa, più sani, ma meno curati.

Stessa trasformazione per il carrello “non alimentare”.

Dall’inizio della pandemia, a giudicare dalle cose che compriamo, siamo più sani e igienisti ma un po’ meno curati. Sarà che la priorità è prevenire il contagio. Sarà che la sera non si esce e non serve farsi belli. Il risultato economico è però chiaro: crescono molto le vendite di disinfettanti (+ 354%), termometri (+208%) e alcol (+168%) mentre crollano – in attesa della fase 3 – i deodoranti (-12%), i profumi uomo e donna (-45%) e il rossetto (-  50%). Sperando arrivi presto il momento di tornare a usarli.



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