Ignazio Visco: forti incertezze, crollo del Pil e più disoccupati: come agire?

Pubblicato il

coronavirus italia


Ignazio Visco: forti incertezze, crollo del Pil e più disoccupati: come agire?

Ignazio Visco: forti incertezze, crollo del Pil e più disoccupati: come agire? Segui gli articoli con studi scientifici sull'argomento di Spazio SoloSalute®, il tuo centro benessere in centro a Milano per consulenze Naturopatia, Nutrizione, massaggi, bellezza naturale, prodotti naturali.

Secondo il Governatore di Bankitalia: "potrebbe crescere il disagio sociale. Serve una rottura col passato, i miliardi europei non sono gratis, vanno spessi bene"

Ignazio Visco, nelle sue considerazioni finali, parla di pandemia ed incertezza, egli infatti afferma che nei prossimi mesi il recupero della domanda avverrà con lentezza. Il Governo deve: “Rompere le inerzie del passato e recuperare una capacità di crescere che si è da troppo tempo appannata”.

  1.     Il conto della crisi. I poveri hanno perso il doppio:

Secondo il governatore, stiamo scontando la più grande crisi economica e sanitaria della storia recente. Chi ha pagato di più sono stati i trasporti, la ristorazione, il turismo, le attività ricettive, quelle ricreative e culturali, i servizi alla persona e il commercio.

Dal punto di vista sociale, nonostante la cassa integrazione e lo stop ai licenziamenti abbiano protetto il lavoro, perdite e problemi sono stati comunque imponenti, infatti la partecipazione al mercato del lavoro si è ridotta di quasi 300 mila unità. I giovani sono i più colpiti, perché da poco sul mercato del lavoro. Le famiglie povere hanno perso il doppio. Basta guardare all’indice di Gini (strumento per misurare le diseguaglianze) che è aumentato, toccando il 37%, il valore massimo dal 2009.

  1. Dove va l’Italia? Rischio dell’aumento del disagio sociale e Pil in caduta libera

Visco ammette, per quanto riguarda le conseguenze sociali ed economiche a lungo termine, di essere nell’incertezza. Quello che si può dire con sicurezza è che le conseguenze del lockdown potranno protrarsi ancora a lungo: meno posti di lavoro, consumi frenati e timori sulle prospettive future. In più potrà crescere il disagio sociale ed aumentare significativamente il numero di famiglie che non riescono a mantenere standard di vita accettabili.

Oltre questo ostacolo, ci sono due scenari.

  • Primo scenario: il Pil sarà pari a -9% (superiore a due riprese tra il 2008 e il 2013). Il recupero parziale inizierebbe dall’estate. Senza gli interventi del Governo, il crollo sarebbe arrivato a -11 per cento. Ma comunque nel 2021, il Pil recupererebbe solo circa metà della caduta.
  • Secondo scenario: se il virus riprende vigore e le condizioni finanziarie si deteriorano, allora il Pil sprofonderà a -13% e la ripresa l’anno prossimo sarà “molto più lenta”.

Vuoi potenziare il tuo benessere e la tua salute con le strategie naturali della Naturopatia? Prenota una consulenza con Naturopata online

  1. La spesa pubblica non basta, è ora di crescita e cambiamenti radicali

Il governatore apprezza l’impegno del Governo, il decreto Cura Italia, il decreto liquidità, il decreto Rilancio ed altre misure per la fase emergenziale, ma ora bisogna andare alla radice di quei nodi strutturali che tengono l’economia italiana inchiodata.

l’aumento della spesa pubblica, ha permesso di aiutare famiglie, lavoratori e imprese, ma ora serve un disegno più ampio, complessivo, ed a lungo termine, cambiando la struttura dell’economia con interventi “per innalzare il potenziale di crescita.

Come?

Proprio perché viviamo nell’incertezza dobbiamo rafforzare da subito la nostra economia. Anche la Pubblica amministrazione, il sistema scolastico dell’università e della ricerca devono essere rivisti. Ad esempio, le scuole, in molti casi, non sono sicure e tecnologicamente adeguate.

Ricerca e sistema fiscale

Lo Stato investe molto poco nelle università (8 miliardi) in rapporto a quanto fanno i paesi più vicini all’Italia, per questo c’è da fare di più ed anche le imprese devono aggiornarsi, inoltre deve essere tutelato il turismo.

Serve anche “un profondo ripensamento della struttura della tassazione”, le tasse, infatti, sono pesanti a causa dell’evasione fiscale e dell’economia sommersa. Visco ribadisce che bisogna tendere a scelte di politica economica che guardino oltre il breve termine, la sostenibilità del debito pubblico non è in discussione, ma lo spread è ancora doppio rispetto ai Paesi da prendere come riferimento.

I soldi del Recovery Fund vanno spesi bene, non sono gratis

Secondo Visco, i miliardi che arriveranno da Bruxelles vanno ben programmati perchè non potranno mai essere gratuiti. Il Recovery Fund, definito una “occasione importante”, deve essere anche uno strumento per rafforzare la visione europea: “La dolorosa esperienza della pandemia rende oggi ancora più forti le ragioni, non solo economiche, dello stare insieme”.

  1. L’orizzonte e la citazione di Keynes: “Un piano che consente di resistere a lungo”

“Oggi da più parti si dice: “insieme ce la faremo”. Lo diciamo anche noi, ma bisogna assumere collettivamente un impegno concreto. Ce la faremo con scelte mature e consapevoli, partendo dai punti di forza ed affrontando finalmente le debolezze. Sono state tante le perdite, ma nessuno deve perdere la speranza”.

L’economista John Maynard Keynes, nella sua Teoria generale dell’occupazione parlava di “un piano che consenta di resistere a lungo, concepito in uno spirito di giustizia sociale e che utilizzi un periodo di sacrifici generali”.

coronavirus italia


Sullo stesso argomento

Leggi anche...