Flora batterica e Covid-19. Assumere statine migliora la qualità del microbiota

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Flora batterica e Covid-19. Assumere statine migliora la qualità del microbiota

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Uno studio condotto su circa 900 persone ha rilevato che le statine possono anche migliorare la qualità della flora batterica.

Le statine (inibitori dell’HMG-CoA reduttasi) sono farmaci utilizzati per abbassare i livelli ematici di colesterolo. Il farmaco blocca l’azione dell’HMG-CoA reduttasi, che è necessario per il colesterolo; si pensa che coloro che utilizzano questi farmaci corrono meno il rischio di un declino cognitivo.

Lo studio sulle statine e intestino

Lo studio è stato condotto su circa 900 persone provenienti da Francia, Danimarca e Germania, i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista Nature.

Sotto la guida di Jeroen Raes e Karine Clément, il team di studiosi ha analizzato la presenza nel microbiota intestinale di un gruppo di batteri legato a un aumento degli stati infiammatori dell’organismo (l’enterotipo Bact2): il microrganismo è stato individuato nel 4% delle persone magre e in sovrappeso e nel 18% delle persone obese che non facevano uso di statine. In altri partecipanti allo studio, sempre obesi ma trattati con questi farmaci, i risultati sono stati diversi. Per gli autori dello studio ciò che le statine potrebbero modulare il microbiota intestinale e collegare l’infiammazione all’obesità.

Che cos’è il microbiota intestinale?

Il microbiota, comunemente noto come flora intestinale, è l’insieme dei microrganismi che popolano l’apparato digerente dell’uomo. È costituito perlopiù da batteri, funghi e virus e svolge una serie di funzioni che influenzano l’immunità, la neurobiologia e il metabolismo dell’uomo.

Tra le sue funzioni: promuove la fermentazione delle fibre alimentari non digeribili, contribuisce alla digestione delle sostanze nutritive, sintetizza le vitamine del gruppo K, fornisce una protezione nei confronti di agenti patogeni esterni e stimola il sistema immunitario.

Dubbi sul possibile legame tra statine e declino cognitivo

Nel corso di un’altra ricerca, gli scienziati del Garvan Institute of Medical Research di Sydney hanno ottenuto dei risultati che potrebbero smentire la possibile esistenza di un legame tra l’assunzione delle statine e il declino cognitivo.

Questa ricerca ha rilevato che questi medicinali possono contribuire a proteggere i pazienti dal rischio di demenza. L’endocrinologa Katherine Samaras insieme ai ricercatori hanno monitorato 1037 anziani in sei anni, conducendo rilevazioni esaurienti in cinque aree cognitive. Ad una parte dei partecipanti venivano somministrati farmaci con statine, mentre agli altri no. Dai risultati ottenuti non sono emerse differenze nel tasso di perdita di memoria o in altri fattori cognitivi.

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