Distanziamento fisico e fiducia reciproca: le bolle sociali potrebbero essere la nuova realtà

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Distanziamento fisico e fiducia reciproca: le bolle sociali potrebbero essere la nuova realtà

Il concetto di socialità si sta ridefinendo. Vicinanza e aggregazione per molto tempo saranno solo lontani ricordi. Stiamo andando nella direzione delle bolle sociali, in cui distanziamento fisico e salvaguardia della salute sono al primo posto. Segui gli articoli con studi scientifici sull'argomento di Spazio SoloSalute®, il tuo centro benessere in centro a Milano per consulenze Naturopatia, Nutrizione, massaggi, bellezza naturale, prodotti naturali.

Una famosa teoria sociologica sostiene che ciascun abitante della Terra sia collegato a tutti gli altri con una catena di relazioni. La teoria potrebbe essere utilizzata (ed in alcuni paesi lo si sta già facendo) per creare bolle sociali che evitino assembramenti, tuttavia molte sono le opinioni e le perplessità

 Il principio geografico delle bolle

La cosa più importante, secondo molti, è che questi gruppi vivano a poca distanza, per evitare che un eventuale contagiato possa trasportare il virus nel percorso. Secondo uno studio di Oxford, la formazione di bolle potrebbe essere estesa anche a uffici e scuole separando persone provenienti da aree diverse.

Possibili problemi delle bolle sociali

Creare “bolle sociali”, purtroppo porrà davanti a diversi problemi. Tra le prime difficoltà che si possono incontrare c’è quella relativa alla scelta di chi includere: alcuni potrebbero avere difficoltà a scegliere tra due genitori divorziati, altri potrebbero voler includere persone troppo distanti dalla propria abitazione e così via.

La difficoltà sta anche nell’unire nella stessa bolla persone che corrono gradi di rischio diverso di fronte alla COVID-19, come anziani e giovani in salute; in tale ottica gli anziani correrebbero un grosso rischio di segregazione degli anziani con conseguenti problemi sociali e psicologici. Allo stesso modo, scegliere un numero così ridotto di persone con cui andremo a condividere settimane di frequentazioni sociali esclusive potrebbe rovinare certe amicizie.

E’ da considerare anche il fatto che l’intero sistema richiede una notevole dose di fiducia reciproca, perché una sola persona che non rispetta la bolla la depotenzia notevolmente di efficacia.

I consigli di Gideon Lichfield

Sul sito della rivista MIT Technology Review del Massachusetts Institute of Technology, Gideon Lichfield ha elencato un po’ di consigli per formare una bolla sociale da pandemia: concordare insieme le regole sanitarie da rispettare, adeguarsi alle preoccupazioni altrui, ed accordarsi subito sul fatto che chiunque possa uscire dalla bolla quando vuole.

 Stefan Flasche e le bolle dei bambini

Riguardo ai bambini, Stefan Flasche della London School of Hygiene and Tropical Medicine, afferma “Questo tipo di raggruppamento sociale permetterebbe ai bambini di socializzare con i loro amici aggiungendo un rischio piuttosto marginale per quanto riguarda la diffusione del coronavirus al di fuori del loro gruppo di gioco e dei rispettivi nuclei familiari”, tuttavia la sua affermazione si basa su un presunto comportamento corretto delle bolle.

Conclusioni: l’importanza dei test

L’intero sistema, ricordano poi gli esperti, può essere applicato soltanto se esiste un sistema efficiente di test, in grado di porre in isolamento i membri della bolla del contagiato prima che abbiano contatti con altre persone, per esempio sul lavoro.

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