Cucinare in quarantena. La dieta migliore ai tempi del coronavirus per non rinunciare al gusto di mangiare bene

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Cucinare in quarantena. La dieta migliore ai tempi del coronavirus per non rinunciare al gusto di mangiare bene

Cucinare in quarantena. La dieta migliore ai tempi del coronavirus per non rinunciare al gusto di mangiare bene

Il Coronavirus sta cambiando anche le nostre abitudini in cucina, in meglio o in peggio? Una visita al supermercato ed i dati statistici ci raccontano di un incremento nei consumi di farina e zucchero, si torna a fare il pane in casa. Aumenti anche nelle vendite di prodotti in scatola, ma meglio non esagerare (per il sale).

Ok saltare la cena, ma una volta a settimana

Non si esce più, si lavora e studia da casa.. Uscite ridotte al minimo e la sedentarietà la fa da padrone. Inoltre la preoccupazione per la situazione generale e le difficoltà della convivenza forzata, è inevitabile che si mangi troppo. Fame nervosa o da noia, si mangia e si cucina molto di più. Una famiglia su tre, vip compresi (vedi video sui social), è tornata a preparare dolci, pane e pasta fatta in casa. Lo dimostra un’indagine Coldiretti Ixè su come sono cambiate le abitudini di spesa: un incremento dell’80% negli acquisti di farina e del 28% di zucchero. Saremo tutti più grassi a fine emergenza? Il rischio è concreto. «Che si torni a fare il pane in casa – risponde Andrea Ghiselli, dirigente di ricerca del Crea Alimenti e presidente della Società italiana di Scienze dell’alimentazione – non è un problema, soprattutto se fatto con farine integrali. Bisogna invece limitarsi con le pizze: solitamente si mangia intera assumendo non solo carboidrati ma anche grassi, proteine e sale in quantità. Perciò, meglio mangiarne metà».

Meno calorie

Non solo farine integrali, di strategie per diminuire le calorie ce ne sono altre. «Riempiendo il piatto soprattutto di vegetali, legumi e cereali integrali», risponde il nutrizionista. Purtroppo non si può uscire ogni giorno a comprarli e l’offerta a volte è davvero limitata, quindi, una buona alternativa sono i surgelati. «Ci consentono di portare a tavola anche tutti i giorni le verdure conservando il loro valore nutrizionale» avverte Ghiselli.

Limitare i prodotti in scatola

Meglio non esagerare con i prodotti in scatola. «Tonno, ma anche i legumi in scatola, molto pratici rispetto a quelli secchi, sono ricchi di sale perciò meglio consumare la scatoletta di pesce solo una volta a settimana, mentre per i legumi il consiglio è di sciacquarli prima di utilizzarli», raccomanda l’esperto. Un’altra strategia per tagliare calorie è quella della “Dinner cancelling”, la dieta che ha fatto perdere chili anche a Fiorello semplicemente saltando la cena. «L’ideale - chiarisce Ghiselli - è ripartire correttamente le calorie nei pasti mangiando un po’ di più a pranzo e meno a cena, ma almeno in questi giorni di quarantena, chi non riesce a contenersi a tavola, può saltare la cena. L’importante è che si beva dell’acqua e qualche spremuta di vegetali o frutta per non farsi mancare le vitamine».

 

Incremento della funzione immunitaria

Oltre ai sali minerali, infatti, le vitamine sono preziose per poter allenare il nostro sistema immunitario: «Per fare il pieno di vitamina C – spiega Michele Carruba, presidente dell’Advisory Board del progetto ObeCity - una bella spremuta di arance è l’ideale, ma vanno bene anche Kiwi e succo di melograno». Non va dimenticata la vitamina A per combattere lo stress ossidativo: «È fondamentale anche per rafforzare l’immunità a livello dell’apparato respiratorio, organo bersaglio del Coronavirus. Questa vitamina si trova in vegetali quali patate dolci, cavolo verde e carote. Anche le vitamine del gruppo B hanno effetti positivi sul sistema immunitario: le troviamo in fegato, tuorlo d’uovo, legumi e lievito di birra, pesce azzurro, cavoli, broccoli e spinaci».

Migliorare la dieta

Un vantaggio dello stare a casa potrebbe essere anche l’occasione anche per migliorare le nostre abitudini alimentari. «Visto che si lavora in smart-working – propone Ghiselli – abbiamo la possibilità di fare una buona prima colazione. L’ideale è una tazza di latte con pane, burro e marmellata o una fetta di ciambellone, ma serve anche un frutto o una spremuta fresca».

Anziani sorvegliati speciali

Gli anziani, veri bersagli del Coronavirus devono prestare massima attenzione all’alimentazione, sia per contrastare il virus ma anche perché rischiano di nutrirsi poco e male: «Per pigrizia – sottolinea Ghiselli – tendono a seguire una dieta monotona e a bere di meno perché non hanno lo stimolo della sete. Invece, dovrebbero aumentare il consumo di proteine con più pesce, carne, latte, yogurt e legumi perché visto che sono sedentari c’è il rischio che si depauperi la massa muscolare».



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