Crisi coronavirus: rabbia, povertà e disordini sociali vicinissimi

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Crisi coronavirus: rabbia, povertà e disordini sociali vicinissimi

Crisi coronavirus: rabbia, povertà e disordini sociali vicinissimi

L’Amministratore delegato della Conad dice che al Sud non si va avanti senza lavoro in nero. Sconto 10% a chi userà i buoni spesa dei Comuni"

L’andare a fare la spesa, aspettando in coda dentro il serpentone chilometrico, è l’ultimo barlume di luogo d’incontro, a distanza. Almeno per chi decide di collaborare rimanendo in quarantena a casa.

Stiamo andando incontro a un futuro non troppo roseo in cui i supermercati saranno luoghi di scontri e tensioni sociali?

Non più luoghi di desideri culinari e merceologici, ma luoghi in cui esprimere e osservare il malcontento sociale.

 

Assalto agli scaffali?

I comuni distribuiscono buoni spesa per i meno abbienti, ma ci si chiede se ciò basterà a frenare la minaccia di saccheggiamento dei supermarket

Per molti fare la spesa inizia a diventare un problema. Non lavorando, con che soldi?

 

Francesco Pugliese è l’amministratore delegato di Conad, primi nella GDO (Grande Distribuzione Organizzata), nella quale lavorano cooperative e imprenditori che hanno visto crescere il fatturato in queste settimane, come conseguenza della psicosi d’accaparramento.

 

Allarme razzie?

Pugliese afferma: “Sotto la cenere c’è brace viva! Il Paese sta tenendo, ma per quanto? Nei punti vendita registriamo livelli d’ansia e di nervosismo crescenti, esasperati dalla prolungata costrizione in luoghi chiusi. Sono frequenti le chiamate alle forze dell’ordine.” Riferisce che in molte zone del Sud i livelli di disoccupazione superano il 25%.

Probabilmente non siamo arrivati alle rivolte sul tipo dei riots londinesi del 2011 solo grazie alla liquidità lasciata dal lavoro in nero.

Al giorno d’oggi anche quelle riserve di soldi stanno finendo. La maggior parte non percepisce il reddito di cittadinanza. Fra poco inizieranno le prime reazioni.

 

Prepararsi alle tensioni 

Come fronteggiare queste possibili tensioni?

Pugliese è sicuro: “Eleveremo i livelli di vigilanza e i rapporti con le autorità, ma daremo indicazione a chi sta alla cassa: ascoltate, registrate le situazioni di bisogno, segnalatele all’imprenditore e alle istituzioni perché si intervenga tempestivamente. Da anni noi collaboriamo con la Caritas. La domenica anch’io e altri dirigenti frequentiamo le mense popolari, dove s’incontrano pensionati vestiti bene, padri separati, mica solo gli extracomunitari».

 

I buoni spesa previsti dal governo

Conad riserverà uno sconto del 10% a chi acquisterà con i buoni statali, come faranno anche altre catene importanti nella GDO.

I supermercati oggi corrispondono a un bisogno primario di comunità. Rinnovano lo spirito mutualistico, senza cui non si uscirebbe da questa situazione

I supermarket dovrebbero viversi più come impresa sociale che non degli speculatori.

In questo periodo così difficile, il punto è sostenere l’intera filiera dell’agroalimentare italiano.

Per quanto riguardo la gestione dell’ordine pubblico è riservata alle autorità competenti.



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