Coronavirus Fase 2: Dal 4 maggio non c’è il ritorno al passato come lo conoscevamo

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Coronavirus Fase 2: Dal 4 maggio non c’è il ritorno al passato come lo conoscevamo

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Francesco Boccia in un’intervista affronta l’argomento relativo alla riapertura, affermando: "L'Italia riparte gradualmente dal 4 maggio. Attenzione, però: ripartono settori dell'apparato produttivo che adotteranno le linee guide stabilite dal governo".

 

I governatori Zaia, Bonaccini, Fontana premono per anticipare al 27 aprile, infatti la situazione secondo il ministro, è preoccupante: “L'Upd stima un calo del 15 per cento del Pil nei primi sei mesi. Mai accaduto nella storia. Per questo la cosa importante non è riaprire prima, ma bene. Ripartono le imprese che garantiscono sicurezza per i lavoratori. Per la vita sociale ci vuole molta cautela, le linee guida dovranno valutare anche le capacità territoriali di contenere i contagi".

 

La situazione dopo il 4 Maggio

Il ministro Boccia riguardo alla data di riapertura afferma: "Non è stata presa alcuna decisione, lo stabilirà come sempre il CDM. Dal 4 maggio non c'è il ritorno al passato, perché il nostro passato finché esiste il virus non tornerà. La nuova normalità prevede ancora tanta pazienza, autocertificazione compresa. Chi non rientra nelle categorie che ripartono è ancora a rischio contagio. Lo facciamo per proteggere salute e vita, non per limitare la libertà".

Proprio a tal proposito il ministro cita uno studio dell'Imperial College di Londra secondo cui senza gli interventi del governo l'Italia avrebbe avuto 40mila morti in più.

 E le scuole???

Le scuole non in sicurezza non possono ancora riaprire, inoltre anche la vita sociale sarà ancora limitata,  mentre per quanto riguarda le singole Regioni fa sapere che: "Le linee guida saranno valide per tutti. Se qualche Regione, nell'ambito della sua discrezionalità sul territorio, vorrà imporre criteri più restrittivi, ad esempio l'istituzione di una zona rossa per stroncare un nuovo focolaio, potrà farlo".

"Sono un esempio straordinario di impegno. Penso siano pronte a governare la fase 2. Mi permetto solo un consiglio: evitiamo polemiche che fanno male a tutti".

 

Trasporti, attività e misure di sicurezza

"La circolazione interregionale per ora serve solo per motivi di lavoro o sanitari. E non è il momento di cambiare le cose. Per ora non c'è bisogno di ripristinare la possibilità di circolare per motivi non urgenti".

I negozi prima di cinema e teatro

"I negozi riapriranno prima dei teatri e dei cinema, è chiaro. È più facile adottare tecniche di distanziamento. Ci saranno regole. Quello di teatri, cinema e discoteche è un problema gravissimo e Franceschini sta preparando alcune soluzioni. Ma ora la priorità è far ripartire gradualmente le fabbriche".

 Distribuzione delle mascherine

"Le Regioni, grazie anche al lavoro di Arcuri, hanno in dotazione milioni di mascherine di riserva. Ne avranno altre. È evidente che vanno distribuite a tutti i cittadini e fissato un prezzo massimo di acquisto. Gli speculatori la pagheranno".

 

 Gli anziani super protetti

"Gli anziani dovranno essere ancora più protetti per impedire che ci sia una seconda ondata. Con la Protezione civile stiamo studiando una chiamata su base volontaria - dopo il successo di quella per medici e infermieri - anche dei ragazzi che prenderanno la Maturità e che potrebbero essere arruolati per i servizi essenziali nelle loro città, ad esempio la consegna della spesa o i servizi agli anziani. Naturalmente con un inquadramento che li faccia sentire coinvolti in quest'operazione di rinascita. Lo stiamo studiando per l'estate, affiancandolo al magnifico lavoro delle reti di volontariato".

App Immuni

Il Ministro affronta anche altri argomenti che preoccupano gli italiani come quello relativo all’obbligatorietà o meno dell’app Immuni: "Non capisco perché calpesta la privacy, se i dati non sono resi disponibili per nessuno".

 

Seconda ondata e stagione estiva

"Temiamo la seconda ondata a ottobre-novembre e dobbiamo essere prontissimi. Dobbiamo entrare in quest'ottica e augurarci di avere il vaccino e una terapia che riduca al minimo l'ospedalizzazione dei positivi. Penso sia possibile".

 

Un'estate senza assembramenti

Infine, il ministro si esprime sulla questione relativa alla bella stagione, infatti non si sa ancora bene come procederà il virus, tuttavia è ovvio che non sarà un’estate come le altre, gli assembramenti saranno vietati e anche potendo andare in spiaggia, ci saranno delle misure di sicurezza come il mantenimento della distanza di sicurezza, mentre per quanto riguarda altro tipo di divertimento come le discoteche, purtroppo dovremo rinunciarci, poiché proprio questi luoghi ci costringono ad enormi e pericolosissimi assembramenti.



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