Coronavirus: entro pochi giorni la scelta dell'app per il tracciamento dei cittadini

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Coronavirus: entro pochi giorni la scelta dell'app per il tracciamento dei cittadini

Coronavirus: entro pochi giorni la scelta dell'app per il tracciamento dei cittadini

Emergenza coronavirus: l'app di tracking (tracciamento) dei possibili contagiati  la scelta a metà settimana
Esperto, non risolutiva, va accoppiata a capacità fare tamponi
Smartphone

L'app che sembra necessaria
Si conoscerà molto probabilmente a metà settimana l'app di tracciamento italiana del Coronavirus scelta dalla task force tecnologica del governo per accompagnare la cosiddetta 'fase due' della ripresa.

74 esperti sceglieranno tra le 319 proposte presentate. Il bluetooth potrebbe soddisfare diverse richieste, ma temi da chiarire saranno sicuramente raccolta, uso e conservazione dei dati dei cittadini.

 

App fallisce con i positivi asintomatici

Tra i molteplici punti da considerare, ce n'è uno in particolare: servirebbero tamponi o vaccini per tutti. Una volta identificati i contagiati o chi ne è entrato in contatto, come si fa a impedire che possano essere contagiati nuovamente?

Il problema sono i positivi asintomatici: ne va della ripresa graduale delle attività lavorative del Paese.

L'unione Europa vorrebbe un'app globale sotto il suo coordinamento per controllare e contrastare l'epidemia.

L'app globale

Chiara Sgarbossa, Direttore dell'Osservatorio Innovazione Digitale in Sanità del Politecnico di Milano afferma: "L'app per il tracciamento del contagio non sarà risolutiva perché molti pazienti contagiati sono anziani e non hanno uno smartphone, mentre molte persone non sanno neanche di essere positive perché asintomatiche. Affinchè il sistema possa funzionare bisognerebbe mettere i cittadini in condizione di sapere con certezza se si è stati contagiati", spiega all'ANSA.

In quanti dovremmo avere l'app?

Per renderlo uno strumento valido ed efficace, a parere di Marcel Salathé, dirigente del laboratorio di epidemiologia digitale all'Ecole polytechnique federale di Losanna, dovrebbe essere usata almeno dal 60% della popolazione. E sarebbe lo stesso poco.

App di tracking e privacy

E la privacy? E il rispetto della normativa europea sulla protezione dei dati (Gdpr)? Vogliamo arrivare al sistema di tracking tipo quello usato in Cina (guarda video di Report - Rai3) ?

Il garante Ue alla protezione dei dati, Wojciech Wiewiorowski, ha sottolineato che vigilerà attentamente sulle proposte, perchè l'obiettivo sarà renderle temporalmente confinate all'emergenza coronavirus e con una finalità specifica.

 

App unica europea?

Non appena ci sarà la "fase 2" e la riapertura e il ritorno al viaggiare per esempio, sarà fondamentale l'elemento dell'interoperabilità tra paesi.

Un software europeo garantirebbe standard di sicurezza informatica, capaci di proteggere i dati sensibili che potrebbero essere facile bersaglio di hacker in questo momento.

L'emergenza salute scaturita dal coronavirus apre la porta a scenari davvero sconvolgenti. #iorestoacasa ma #fuorinientecomeprima.

Dovremo proteggerci dagli hacker o dalla perdita della privacy, dal coronavirus o dalla limitazione delle libertà individuali?



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