Coronavirus e ristoceutica: a tavola il segreto sta nelle combinazioni personalizzate

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Coronavirus e ristoceutica: a tavola il segreto sta nelle combinazioni personalizzate

La ristoceutica afferma che l’alimentazione sia determinante per la salute dell’individuo. Ora l’attenzione non è più sul singolo cibo, ma sull’abbinamento tra più cibi. Segui gli articoli con studi scientifici sull'argomento di Spazio SoloSalute®, il tuo centro benessere in centro a Milano per consulenze Naturopatia, Nutrizione, massaggi, bellezza naturale, prodotti naturali.

Ormai è chiaro a tutti che l’alimentazione è determinante per la salute dell’individuo, tuttavia ora l’attenzione si sposta più che sul singolo cibo, sull’abbinamento tra più cibi. Esiste una disciplina che partendo da questi presupposti mira a creare diete ad hoc per i singoli pazienti.

Secondo la ristoceutica, che studia la relazione fra nutrizione e farmaceutica, l’alimentazione è così importante da essere in grado di modificare il nostro patrimonio epigenetico e condizionare la salute del nostro cuore. Ne ha parlato Giulio Stefanini, cardiologo di Humanitas, in un articolo pubblicato su Humanitasalute che qui riportiamo integralmente.

La sana alimentazione fa bene all'organismo

Gli esperti ritengono che fra i fattori legati all’insorgenza delle malattie cardiovascolari ci siano due elementi: lo stress ossidativo e l’infiammazione cronica. La cattiva alimentazione ha un effetto su entrambi questi fattori.

Secondo la ristoceutica se conosciamo il meccanismo dei costituenti del cibo sull’epigenoma (ovvero l’insieme delle istruzioni che regolano il funzionamento del genoma), è possibile creare una dieta adatta alle debolezze dei pazienti e che arrechi un beneficio ad hoc.

Esempio: un piatto di orecchiette d’orzo, ricco di beta-glucano, condito con olio extravergine d’oliva, rape e cavolo protegge dallo stress ossidativo. I suoi costituenti inoltre hanno un’azione cardioprotettiva poiché agiscono sulle deacetilasi istoniche.

Cosa studia l’epigenetica?

L’epigenetica è a base vegetale ed è anche sostenibile, oltre ad abbassare sensibilmente il consumo di carne animale.

Questa disciplina si occupa essenzialmente di studiare come si comportano gli agenti responsabili dei cambiamenti del DNA (miRNA e lncRNA). Questi agenti sono in grado di comunicare con ogni cellula, “dicendole” quali geni devono essere attivati, per quanto tempo e in quale specifico momento della vita.

Più nello specifico la ristoceutica si occupa di studiare:

– L’interazione tra alimenti funzionali, cioè che contengono composti biologicamente attivi (nutraceutici);

– Gli effetti dei metodi di conservazione e cottura sui composti biologicamente attivi presenti negli alimenti;

– L’interazione tra i nutraceutici e altri farmaci o patologie eventualmente presenti.

Fra i nutraceutici studiati dalla ristoceutica abbiamo i polifenoli di olio extravergine d’oliva, gli omega 3, isulforafani ed il beta-glucano.

In generale, alla base degli effetti benefici dei principi attivi c’è la loro azione epigenetica: non cambia la sequenza dei geni ma influenza la loro espressione

L’importanza dell’olio extravergine d’oliva

La Food and Drug Administration negli Stati Uniti ha messo nella lista delle medicine l’olio extravergine. Questo condimento è un potente antinfiammatorio perché contiene molto acido oleico che inibisce l’enzima DNA metiltrasferasi.

La ristoceutica può essere utilissima ma non può prescindere da un corretto stile di vita e dall’attività fisica.

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