Coronavirus e restrizioni dimenticate: folla in spiaggia senza distanza e senza mascherine

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Coronavirus e restrizioni dimenticate: folla in spiaggia senza distanza e senza mascherine

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Jesolo, Ostia, Viareggio e Camaiore. In molte spiagge d’Italia le precauzioni anti-Covid sono state già dimenticate. Il virologo Pregliasco: «Serve un po’ più di attenzione». Le indicazioni disattese dell’Istituto superiore di sanità.

L’estate è arrivata e con il caldo viene voglia di uscire e stare con le persone, niente di male, tuttavia pare che alcuni abbiano dimenticato i lunghi mesi passati in casa per sconfiggere il Covid-19. Nonostante rimangano le misure di distanziamento sociale ed uso di mascherine quando queste siano di difficile mantenimento, molti non rispettano le restrizioni, come è successo nella spiaggia del Lido di Camaiore, verso Pietrasanta, a Viareggio e Jesolo. In queste zone balneari, giovani e non solo, si sono riversati senza mascherina e creando assembramenti, con la convinzione (non supportata dalla comunità scientifica) che il caldo uccida il virus.

Gli assembramenti

Molti comportamenti, erano assolutamente naturali fino all’estate scorsa (e qui trovate il video dei bagnini che, armati di metro, provano faticosamente ad allontanare le sdraio),a, adesso, niente è come prima, e dovrebbero bastare 34.610 morti e 238.275 positivi (dati della Protezione civile aggiornati a sabato) per convincere i negazionisti del Covid-19. E forse non sono bastati a Mondello e neppure a Napoli, dove i tifosi hanno riempito le strade per festeggiare la Coppa Italia, creando assembramenti e violando tutte le restrizioni imposte per evitare nuovi focolai.

Il virologo: serve buon senso

“Sono un ottimista, ma anche prudente. E ora più che mai dobbiamo tutti avere buon senso, al lavoro come al mare”, avverte Fabrizio Pregliasco, virologo e direttore generale dell’ospedale Galeazzi di Milano. Anche sulle mascherine in spiaggia, la sua opinione è la stessa : “Vale la pena indossarla sempre per arrivare e per andarsene, e nei momenti in cui si va al bar. Quando si è tranquilli e con la giusta distanza non serve». Per quanto riguarda l’app Immuni (e un suo uso responsabile: qui una guida per scaricarla e usarla), i pareri degli italiani sono controversi e contraddittori: “l’hanno scaricata 3,3 milioni di persone. Speriamo anche i nostri vicini di ombrellone”. L’Istituto superiore di Sanità ha pubblicato un vademecum indirizzato a gestori di lidi e bagni, ma anche ai cittadini

Coronavirus e spiagge, le raccomandazioni dell'Iss: distanza di sicurezza anche in acqua, mascherina per le attività a rischio e registro delle presenze

Accesso solo su prenotazione, registro delle presenze, divieto di accesso per chi ha la temperatura superiore ai 37,5°, niente feste né aperitivi sul bagnasciuga e distanza di sicurezza anche in acqua: sono alcune delle raccomandazioni dettate dall’Istituto superiore di Sanità, esposte nel «Rapporto sulle attività di balneazione in relazione alla diffusione del virus SARS-CoV-2» messo a punto dal Gruppo di Lavoro Ambiente-Rifiuti Covid-19 in collaborazione con il Ministero della Salute, l’Inail, il Coordinamento di Prevenzione della Conferenza Stato Regioni, gli esperti delle Arpa e altre istituzioni. Il documento si propone l’obiettivo di alzare il livello di sicurezza nelle spiagge in vista della stagione balneare. Sul tema, già a maggio era stato approvato — da Inail, dall’Iss e ministero della Salute— un «Documento tecnico sull’analisi di rischio e le misure di contenimento del contagio da Sars-CoV-2 nelle attività ricreative di balneazione e in spiaggia» (qui la nostra analisi).

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La distanza di sicurezza anche in acqua

Quelle fornite dagli esperti sono indicazioni sia di tipo tecnico (riguardanti ad esempio i controlli ambientali e il funzionamento dei depuratori), sia igienico/comportamentali. Il rischio di contagio attraverso le acque del mare è scarso al punto da non destare alcuna preoccupazione, tuttavia anche qui è neccessario il rispetto della distanza di almeno un metro tra persone non conviventi, mentre laddove questo non è possibile, sarà necessario indossare la mascherina.

Le raccomandazioni per i lidi: prenotazioni, niente feste né buffet

L’Iss raccomanda ai gestori degli stabilimenti balneari “di evitare l’uso promiscuo di qualsiasi attrezzatura, di dotare i bagnanti di disinfettanti per l’igiene delle mani e, laddove possibile, di far accedere i bagnanti alle spiagge solo su prenotazione, eventualmente per fasce orarie, in modo da prevenire assembramenti”. L’iss invita i gestori anche a registrare gli utenti, per rintracciare eventuali contatti in caso di contagi, mantenendo l’elenco delle presenze per un periodo di almeno 14 giorni nel rispetto della normativa sulla privacy.

Per quanto riguarda le forme di aggregazione (ballo, feste, eventi sociali, degustazioni a buffet), queste andrebbero proibite. Anche gli eventi musicali dovranno essere evitati, ad eccezione di quelli esclusivamente di «ascolto» con postazioni sedute.

Brusaferro: «Non esagerare con le disinfezioni; le mascherine chirurgiche non si possono riutilizzare in sicurezza»

In mattinata, il presidente dell’Iss Silvio Brusaferro è stato ascoltato dalla Commissione di inchiesta sul ciclo dei rifiuti, dove ha chiarito alcuni punti sulla gestione dei rifiuti legata all’emergenza Covid-19, invitando a «non esagerare» con le disinfezioni eccessive, poichè «possono provocare effetti indesiderati se usate in modo estensivo e intensivo. Perché un eccesso di disinfettanti arriva negli scarichi ed entra in un ciclo». Brusaferro ha poi aggiunto che le mascherine chirurgiche non dovrebbero essere riutilizzate a lungo: «Possono esser utilizzate anche per un uso prolungato da 2 a 6 ore ma non ci sono evidenze che ne garantiscano il riutilizzo in sicurezza».

In Commissione, c’era anche Rosa Draisci, del Centro nazionale sostanze chimiche, prodotti cosmetici e protezione del consumatore dell’Istituto superiore di sanità (Iss), che ha fornito alcune informazioni sull’uso delle lampade UV per la disinfezione dei dispositivi di protezione. “Le lampade Uv sono dispositivi già in uso dagli anni ‘90 in altre epidemie. Alcuni studi hanno dimostrato che sono efficaci per la disinfezione dei dispositivi, ma laddove usate occorre fare una valutazione costi-efficacia”.

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