Coronavirus e quarantena in Italia. Per prudenza non si apriranno alcune regioni prima di altre

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Coronavirus e quarantena in Italia. Per prudenza non si apriranno alcune regioni prima di altre

Coronavirus e quarantena in Italia. Per prudenza non si apriranno alcune regioni prima di altre

La tecnologia a servizio della salute pubblica. Un’app che traccia gli spostamenti individuali per capire gli spostamenti e comprendere i contatti rischiosi o la cronologia dei contagi.


Se mai passerà del tutto, sarà prudente mantenere le distanze dagli sconosciuti, anche dopo questo periodo di COVID-19.

Il Comitato Tecnico Scientifico della Protezione Civile, insieme al governo, sta organizzando nuove misure preventive e restrittive da attuare sia in questi giorni che nella prossima fase di riapertura.


Tracciare gli spostamenti

Sicuramente si continuerà con il tracciamento degli spostamenti per identificare i nuovi casi e quelli a rischio. 

Si prevedono mezzi di trasporto a capienza dimezzata e sale di cinema e ristoranti a capienza ridotta. Bar che servono solo al tavolo e attività ricreative all’aperto oppure in modalità small group, con le dovute distanze.


Programma all’Esecutivo

Giovanni Rezza lavora nel team di esperti come Capo delle Malattie infettive dell’Istituto Superiore di Sanità. Presenterà le sue proposte all’esecutivo, che poi deciderà il da farsi.


Cosa succederà dopo Pasqua?

L’esperto dice che se la curva di contagi e decessi migliorerà notevolmente, alcune attività potranno ripartire, con l’obbligo di mettere in sicurezza i locali di lavoro e i lavoratori stessi.

Serviranno delle tecniche di analisi veloci e precise per individuare le situazioni critiche e/o pericolose.


Come scoprire nuovi potenziali focolai? Come evitare che una abbattuta la trasmissione del coronavirus non si ricominci da capo, se è vero che una persona che è stata infettata, possa re-infettarsi di nuovo, come sostengono certi scienziati?


Le possibili minacce andranno intercettate e messi in sicurezza tramite le Asl, ospedali e quarantena in casa.


App di tracking

Rezza continua «Anche lo strumento dell’App di tracking  è importante, perché aiuta a capire dove sono state le persone contagiate così da intercettare contatti a rischio. Stiamo lavorando per trovare la soluzione migliore».


Riaperture scaglionate

Al momento attuale siamo protetti dall’obbligo della quarantena e dal distanziamento sociale. Non va interrotto bruscamente per alcun motivo. Si farebbero salire esponenzialmente le possibilità che il virus ritorni.

I sacrifici fatti finora non sarebbero serviti a niente e nessuno. E’ un rischio troppo grande.


Esiste il rischio concreto dover chiudere tutto di nuovo.Le chiusure potranno essere rese necessarie nella modalità “stop and go”: di due settimane in due settimane, oppure per periodi di uno-due mesi. Il problema è certi tipi di attività non possono restare chiuse per troppo tempo di seguito.


Da cosa si ripartirà

Le riaperture probabilmente inizieranno dalle attività industriali, anche se ci sarà sicuramente un incremento del telelavoro nelle categorie che lo permettono. L’idea di base sarà comunque la stessa: meno gente si assembra, meglio è per tutti, soprattutto per le categorie di persone più a rischio.

Bisogna comunque far uscire meno gente possibile».


Riapertura scaglionata sì o no?

Sul senso di riaprire prima in alcune regioni di altre, Rezza afferma: “Nei pochi giorni che alcune regioni del nord sono state chiuse e le altre no abbiamo visto le fughe da quelle aree. Per questo forse riaprire in modo scaglionato può NON essere efficace.” Inoltre la maggior parte delle attività produttive stanno proprio al nord e non si potrebbe riaprire dopo perché hanno avuto una maggiore diffusione del virus.


Il futuro degli anziani

Ha senso lasciare a casa, in quarantena solo gli anziani? Non è un modello al quale il capo delle Malattie Infettive crede molto.

Per com’è composta la nostra società, in cui i lavoratori se possono lasciano i figli dai nonni, si rischierebbe uno scenario poco piacevole, in cui i bambini si infettano all’asilo o a scuola e poi contagiano a casa.

Saranno necessarie e spesa a domicilio, quello sì.


Il futuro dei mezzi di trasporto

Anche sui mezzi saranno necessarie restrizioni in favore della riduzione della capienza. I cittadini dovranno essere responsabilizzati a mantenere questi comportamenti nei bar, ristoranti, negozi.


Il futuro del virus

Il virus resterà in circolazione finché non si arriverà alla cosiddetta immunità di gregge.

Il quando non è dato saperlo, gli esperti sperano non in breve tempo, perché vorrebbe dire che morte tantissime persone in poco tempo. Ciò significherebbe che il sistema sanitario sarebbe probabilmente arrivato a collassare.

L’altra soluzione è il vaccino anti coronavirus.

Forse d’estate COVID-19 si trasmetterà di meno, ma a settembre-ottobre si ricomincerebbe. Servono strategie e collaborazione.


Mascherine per tutti

Non ci sono dati definitivi sull’utilizzo delle mascherine in tutta la popolazione. Per adesso, nello stato di quarantena imposta, la situazione sembra andare bene. Ma dopo la riapertura? Secondo Rezza, l’utilizzo massivamente diffuso

delle mascherine protettive sarà auspicabile.



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