Coronavirus e fasce protette. A Parma la lotta sanitaria personalizzata entra nelle case protette

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Coronavirus e fasce protette. A Parma la lotta sanitaria personalizzata entra nelle case protette

Coronavirus e fasce protette. A Parma la lotta sanitaria entra nelle case protette

Parma, le task force sanitarie entrano nelle case protette per sconfiggere il virus. La città di Parma reagisce e dopo aver contenuto il contagio del Covid si proietta in avanti e cerca di anticiparlo con un nuovo progetto rivolto verso le case protette e le case di riposo per anziani.

Aiuto ai pazienti fragili

Il progetto ha come obiettivo quello di creare un percorso clinico di assistenza sul territtorio verso l'ospedale e dall'ospedale verso il territorio stesso, che sia di aiuto ai pazienti fragili, casomai sofferente di diverse patologie, cercando di fare in modo di evitare il passaggio in Pronto Scoccorso e il conseguente ricovero ordinario.

A Parma la nuova metodologia operativa

Il direttore del Dipartimento Medico Geriatrico Riabilitativo e della struttura complessa Lungodegenza critica dell’Azienda ospedaliero-universitaria di Parma, ci descrive la nuova metodologia messa a punto per contrastare il contagio da Coronavirus nelle RSA e strutture protette.

La dott.ssa Tiziana Meschi dichiara: "L’unità mobile multidisciplinare, acronimo Umm, composta da un internista, da un infettivologo e da un igienista si reca nelle case protette: le stiamo schedando una a una, ne abbiamo già fatte quattro per vedere le problematiche, per valutare i pazienti.

 

Trattamenti ad hoc

Viene eseguita una ecografia del torace in grado di rilevare la presenza di un eventuale polmonite interstiziale e viene scelto il trattamento ad hoc per il paziente che può essere tenuto in loco oppure può essere ricoverato direttamente in ospedale, se le condizioni lo richiedono, senza passare dal pronto soccorso ma portandolo direttamente al padiglione Barbieri. Inoltre si valuta la presenza dei dispositivi di protezione individuale, si guarda se gli operatori hanno necessità di consigli igienico-sanitari e si cerca di gestire al meglio gli ospiti e il personale delle case protette".

Organizzazione ed efficienza in diretta

Ancheil comune di Parma collabora attraverso il reparto Attività sanitarie Asp Ad Personam, il cui responsabile Francesco Pappacena dice: "Dopo la discussione del caso clinico - aggiunge viene condivisa la decisione su come procedere.

Le opzioni possibili sono:

  • il problema può essere gestito dallo staff della casa di riposo
  • viene pianificata una rivalutazione telefonica
  • il team dell'Unità mobile multidisciplinare visita il paziente direttamente in casa di riposo per tentare la stabilizzazione
  • è necessario l'intervento del 118
  • è necessario il ricovero diretto
  • vengono pianificati controlli ambulatoriali.
Attualmente questa nuova modalità di gestione dei pazienti residenti nelle case di riposo, è attuata in due strutture della provincia di Parma, Cra I Tigli comprensorio di Villa Parma in piazzale Fiume, Parma Cra Casa degli Anziani in via Aldo Moro 2 a Collecchio.

Il dirigente dell' Aou e sub commissario dell'ASL, Ettore Brianti, conferma che: "L'intervento che Azienda ospedaliera e Ausl stanno facendo sulle Cra è un progetto che abbiamo iniziato ai primi di aprile sulle due aziende partendo da un fabbisogno di priorità che è stato individuato dai distretti degli enti gestori delle strutture delle Cra per anziani dove è stato evidenziata la presenza di situazioni importanti dal punto di vista della diffusione del virus"

COME AVVIENE L'ITERVENTO NELLE CASE DI RIPOSO DI PARMA?
Sempre Ettore Brianti spiega: "Tre equipe multidisciplinari composte da medici ed infettivologi entrano nelle strutture insieme al medico della struttura e al coordinatore infermieristico, fanno una valutazione clinica della situazione quindi fanno ecografia toracica, visitano gli anziani, impostano delle terapie se non erano già in atto, condividono queste terapie col medico di struttura e poi fanno una reportistica rispetto a chi ha la gestione diretta quindi agli enti gestori anziché le Ausl".


Nello stesso tempo, continua Brianti: " quando noi entriamo nelle strutture, facciamo o contemporaneamente o il giorno prima una valutazione igienico-sanitaria utilizzando i medici igienisti o medici dell'Umm per andare a capire l'organizzazione del lavoro, gli isolamenti e i dispositivi di protezione utilizzati. Tutto questo poi viene assemblato in una relazione tecnica che trasmettiamo formalmente agli enti gestori e per conoscenza ai sindaci"."

Questa iniziati nata dal coordinamento delle strutture sanitarie e il COmune di Parma può essere citata come esempio da replicare.



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