Contagiosità Covid-19 dei bambini: ancora dubbi sul mistero da cui dipende la riapertura delle scuole

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Contagiosità Covid-19 dei bambini: ancora dubbi sul mistero da cui dipende la riapertura delle scuole

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Ci sono indicazioni contrastanti sulla capacità di trasmettere il coronavirus da parte dei più piccoli. Molti sono gli studi ed i casi che confermano o meno la loro bassa contagiosità, ma hanno soltanto portato più incertezze, nel frattempo negli Usa partirà un test per rispondere ai dubbi.

I bambini sono contagiosi? Dalla risposta dipende la decisione di riaprire le scuole o i centri estivi, eppure non esistono campagne di test sierologici mirate per queste classi di età, mentre i dati offrono una matassa di risposte contrastanti.

Gli studi sulla possibilità di contagio del bambino

Ad aprile, per esempio, un bambino inglese di 9 anni si è infettato in settimana bianca in Francia entrando in contatto con circa 170 persone, eppure sembra non aver contagiato nessuno. Un articolo sul sito di Science mostra i dati preliminari dei test a tappeto condotti in Islanda, che non hanno riscontrato infezioni fra gli 848 bambini al di sotto dei 10 anni sottoposti al tampone. Negli Stati Uniti, dove un gruppo di 150 mila positivi è stato analizzato, i ragazzi al di sotto dei 18 anni sono risultati solo l'1,7%.

Sempre su Science, uno studio italo-cinese pubblicato il 29 aprile invita alla cautela; Marco Ajelli, un matematico specializzato nello studio delle epidemie, afferma: "Abbiamo studiato la situazione cinese per puro caso. Analizzando 150 infettati e i loro 7 mila contatti, è stato osservato che i ragazzi sotto ai 15 anni hanno un terzo delle probabilità di essere contagiati rispetto agli adulti fino a 65 anni. E un quarto rispetto alle persone sopra ai 65". Nonostante questo, conclude, lo studio, la chiusura delle scuole è in grado di dimezzare l'incidenza dell'epidemia nella fase di picco.

Variabili da considerare

Secondo Ajelli la probabilità di contagiarsi dei bambini è solo una parte, servono risposte anche per quanto riguarda il numero dei contatti che ciascun bambino ha e la capacità di trasmettere il virus agli altri, infatti secondo gli studiosi i bambini hanno potenzialmente più contatti degli adulti.

Un’altra variabile da tenere in considerazione è quanto ciascun ragazzo sia contagioso per gli altri, ipoteticamente potrebbe essere proporzionale alla quantità di virus che un malato ha nell'organismo

Lo studio di Berlino: i giovani sono contagiosi quanto gli adulti

Christian Drosten, il virologo dell'università di Berlino, ha firmato uno studio in cui dimostra che: "la carica virale nei giovanissimi non è significativamente diversa rispetto a quella degli adulti", quindi è necessaria prudenza nella riapertura di scuole, asili e via dicendo. A Singapore, per esempio, i medici hanno studiato il caso di un neonato di sei mesi senza sintomi, ma positivo al tampone per 16 giorni consecutivi e con una carica virale da adulto sia nelle vie respiratorie che nelle feci.

I National Institutes of Health negli Stati Uniti stanno lanciando uno studio ad hoc che seguirà 2 mila famiglie per sei mesi. I risultati sfortunatamente arriveranno in autunno inoltrato, quindi per molto ancora dovremmo valutare la situazione volta per volta

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