Bolle sociali dopo la quarantena: le relazioni ai tempi del distanziamento sociale

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Bolle sociali dopo la quarantena: le relazioni ai tempi del distanziamento sociale

Distanziamento sociale e distanziamento fisico ci chiuderanno in "bolle sociali" nella Fase 2,alla riapertura. Le relazioni ai tempi del distanziamento sociale che direzione prenderanno? Segui gli articoli con studi scientifici sull'argomento di Spazio SoloSalute®, il tuo centro benessere in centro a Milano per consulenze Naturopatia, Nutrizione, massaggi, bellezza naturale, prodotti naturali.

La formazione di piccoli gruppi di amici e familiari è una delle ipotesi per tornare ad avere relazioni con gli altri riducendo al minimo la possibilità di contagi: alcuni paesi ci stanno provando.

A partire da domenica il Belgio ha introdotto una serie di allentamenti nelle misure restrittive per il coronavirus, introducendo il concetto di “bolla sociale”. Questa strategia prevede che le persone che vivono in una casa, possono incontrare al massimo altre quattro persone, che vanno scelte e mantenute fino ad un ulteriore rallentamento delle restrizioni. Non è necessario che le quattro persone facciano parte dello stesso nucleo abitativo, l’importante è che la bolla sociale non abbia interazioni con le altre bolle. 

A cosa servono le bolle sociali

Grazie a questo sistema, nell’eventualità che il membro di una bolla contragga il coronavirus, lo trasmetterebbe soltanto ai membri della propria bolla e sarebbe relativamente semplice procedere all’isolamento fiduciario. Il governo raccomanda comunque alle bolle di seguire le precauzioni sanitarie che ormai conosciamo, consigliando di incontrare i membri della propria bolla all’aperto.

Il governo belga fa sapere che la scelta di limitare le bolle a 4 persone è dovuto al fatto che è il massimo che permette di garantire le operazioni di tracciamento dei contatti, per il resto si affida al senso civico dei cittadini, poiché non è possibile controllare e far rispettare l’applicazione di questo sistema.

 Il Belgio non è il primo paese ad adottare il modello delle bolle sociali contro il coronavirus: lo ha fatto nelle scorse settimane anche la Nuova Zelanda, alcune province canadesi, e se ne sta parlando concretamente anche in Regno Unito.

Teoria sociologica delle bolle e difficoltà di attuazione

Una famosa teoria sociologica sostiene che ogni abitante della Terra è collegato a tutti gli altri con una catena di relazioni e conoscenze, e che tra due persone prese a caso ci sono fino a un massimo di sei gradi di separazione.

Al di là della validità della teoria, il problema è decidere come gestire questa nuova modalità di socializzazione; gli esperti sostengono che la cosa più importante è che questi gruppi vivano a poca distanza, per evitare che i contagi si diffondano in zone più estese.

Problemi di gestione potrebbero esserci anche per quanto riguarda la scelta di chi includere, ad esempio una famiglia con i genitori separati avrebbe grosse difficoltà a trovare una soluzione, in più il limite di quattro potrebbe rovinare alcune amicizie.

Opinioni sul sistema delle bolle sociali

Il dibattito sul costo economico delle misure restrittive è cominciato praticamente ancora prima dei lockdown, ma con qualche ritardo in più si è cominciato a discutere estesamente anche del costo psicologico della quarantena, specialmente per le persone sole o anziane.

Per Block, tra gli autori di uno studio dell’Università di Oxford sul rapporto tra le nostre reti sociali e l’epidemia, ha detto a CNN che “Ci deve essere una via di mezzo tra stare tutti a casa e incontrare chiunque e come vogliamo. I governi devono fornire consigli e istruzioni su come riorganizzare le proprie reti sociali in modo che siano compatibili con il contenimento del virus in attesa del vaccino, per evitare che a un certo punto le persone rinuncino completamente al distanziamento sociale, per frustrazione”.

Benessere mentale a rischio

L’impatto del blocco sul benessere mentale è già sentito in tutto il mondo, infatti sono innumerevoli le richieste di aiuto ai numeri di assistenza psicologica e non si è ancora certi che l’espansione delle relazioni sociali a bolle di 4 persone possa essere utile.

Andy Bell, vicedirettore esecutivo del Centre for Mental Health nel Regno Unito, riguardo a questo tema afferma: “È importante capire che non tutti lo stanno sperimentando allo stesso modo, il blocco è molto più difficile se non è sicuro, se hai un reddito molto basso, se ti trovi in ​​una situazione affollata. Le sfide per la salute mentale sono molto maggiori quando hai comunque quei fattori di rischio”.

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