A Padova testato farmaco contro il mostro Coronavirus. Forse si apre una speranza

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A Padova testato farmaco contro il mostro Coronavirus. Forse si apre una speranza

A Padova testato farmaco contro il mostro Coronavirus. Forse si apre una speranza

Nuove speranze per la ricerca contro il Coronavirus: Da Padova un farmaco che promette bene. La scoperta della Fondazione per la ricerca biomedica avanzata.

 

In questi ultimi mesi, in ogni parte del globo si sta cercando un modo alternativo di debellare il covid-19 in attesa del vaccino.

Tra le tante ricerche, promette ottimi risultati un farmaco testato dal team della Fondazione per la Ricerca biomedica avanzata del capoluogo veneto in collaborazione con l'Università di Padova.

Il gruppo di ricerca guidato dal prof. Andrea Alimonti, ordinario di farmacologia (Dipartimento di Medicina) ha sperimentato un farmaco utilizzato contro il tumore alla prostata. Il professore afferma che: "Una delle proteine utilizzate dal coronavirus per infettare le cellule è l’enzima TMPRSS2, che è studiato come marcatore tipico del tumore alla prostata.”

 

Per chi potrebbe essere indicata la cura oggetto della ricerca

Secondo Francesco Pagano, presidente della Fondazione, il farmaco potrebbe essere indicato soprattutto per un certo tipo di persone, egli infatti afferma che: Abbiamo visto che su 130 pazienti con tumore alla prostata colpiti da Covid-19 nessuno seguiva questa terapia mentre fra le persone trattate con anti-androgeni nessuna è risultata positiva. Questo spiegherebbe anche perché il virus responsabile dell'epidemia colpisce in misura maggiore gli uomini di una certa età: Quella in cui comincia a manifestarsi l'ipertrofia prostatica e diventa più facile per l'enzima, il TMPRSS2, penetrare nelle cellule, causandone l'alterazione", aggiunge Pagano.”

Il Governatore del Veneto Luca Zaia, nel fare il punto della situazione afferma: «Con il professor Pagano sono stati valutati già 130 pazienti. C’è già una pubblicazione in corso. Insomma, questa rischia di essere veramente la chiave di volta. O quantomeno una delle più importanti chiavi di volta. Perché se sarà confermato fino in fondo questo studio, che parte dalla correlazione indicata, abbiamo un farmaco che inibisce un enzima. E che potrebbe inibire il coronavirus» Che poi ha concluso complimentandosi con professor Pagano, la Fondazione per la Ricerca Biomedica e tutti quelli che hanno lavorato a questa ricerca». E portato gli studi su questo nemico oscuro e invisibile ad una acquisizione importantissima.

Sperimentazioni e farmaci

Per quel che riguarda i farmaci “c’è il camostat attualmente disponibile solo in Giappone. In Italia invece abbiamo la bromexina, farmaco molto comune usato contro la tosse.

Per ora siamo nel campo delle ipotesi, ma anche all’ospedale di Whenzhou, in Cina, si sta pensando a una sperimentazione-pilota sulla bromexina per i malati di Covid-19, ma prima di avviarne una in Europa serviranno altre conferme, “Prima di tutto bisogna capire se l’inibitore usato per la prostata è in grado di bloccare l’enzima TMRPRSS2 anche nelle cellule del polmone, che sono quelle attaccate dal coronavirus. Non abbiamo ancora conferme dirette che ciò avvenga nell’uomo, gli esperimenti sui topi, tuttavia, confermano questa ipotesi.



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